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Ras'ciasso (Rovign.). — Risacca. Anche Rastéja. (Ive, I dial. Istria 68). Cfr. Res'ciasso (venez.).

Rascona (Venez.). — V. s. Boçentòro. Anche Roscona. V. Malintesa.

Rasentare. — Avvicinarsi, passando, alla cosa fino quasi a sfiorarla. (Stratico). Anche Radere. — RASENTARE LA PRUA: v. s. Passare.

Rasiera. — Raschietta. (Guglielmotti). Non e in uso. — A rasiera: del navigare a rasente. Non è in uso. Per il navigare presso gli scogli il Guglielmotti cita il modo volgare A rosica scogli.

Rasierare. — Appianare mediante la rasiera (v.). (Zito). Non è in uso.

Rasma. — « Parte superiore dei fianchi [di un'imbarcazione], che corre dall'asta di prua a quella di poppa ». (Cella 47).

Raso1. — Di nave o imbarcazione relativamente poco alta dall'acqua, lunga, slanciata, e pochissimo insellata. (Fincati). Non è in uso; si dice Basso di bordo. — Bastimento raso (venez.): bastimento non aguzzo, non terminante in punta. — Castelli rasi (ant.): castelli poco alti d'una nave. (Stratico). — Nave rasa (ant.): nave cui sia stata levata la batteria superiora; e che sia rimasta con la batteria bassa di cannoni di grosso calibro, e con pochi di minore calibro nel secondo ponte, ridotto ai castelli. Operazione fatta alle navi vecchie. (Stratico). — Nave rasa o rasata: nave coi castelli poco alti. (Stratico). — Ponte raso: v. s. Ponte. — Vascello raso (ant.): v. s. Vascello. — Alla rasa: v. Rasa (Alla -).

Raso2: — Raso d'acqua (sec. XVII): al pari all'acqua. Falconi (9): Far poi calefatare bene le taccate delle opere morte e delle coperte; e le murale a torno fino raso d'acqua,... Sanudo:... ruppe l'arboro a raso acqua. (Corazzini). — Raso e in vela!: avvertimento al timoniere perché vada raso, cioè molto vicino al vento, ma non tanto da vuotare le vele. Anche Raso e che portino ! Non sticcare ! (Fincati). Non più in uso. — A raso: detto di orzare vale: stringere il vento senza vuotar le vele. Come Raso e in vela ! è l'identico comando al timoniere.

Rassa (Venez.). — V. Rascia.

Rassarola (Venez.). — Raschiatoio. (Stratico, III 210).

Rassegna1. — Rivista. (Stratico, Appendice).

Rassegna2. — Visita sanitaria speciale alla quale vengono sottoposti i militari del C. R. E. M. quando siano ritenuti inabili a continuare il servizio militare, o a intraprenderlo se all'atto dell'arruolamento, nonché i militari già congedati che fanno domanda di riforma. Se dalla visita il militare risulta inabile in modo assoluto, ne viene proposta la riforma all'autorità competente. Se l'inabilità risulta di carattere non permanente, al militare possono essere accordate licenze di vario genere o, se trattasi di arruolamento, viene dichiarato rivedibile alla prossima leva.

Rassegnare (Term. ant.). — Verbo indicante l'obbligo dei capitani e padroni delle navi mercantili, quando entrano in un porto, di portare o di mandare le loro carte e il loro passaporto, e di render conto all'ufficiale che comanda a bordo della nave ammiraglia o al bastimento di guardia all'ingresso del porto; come ancora in mare, quando incontrano una nave da guerra, la quale faccia loro segnale, mettendo la bandiera in derno e sparando da prima un colpo a polvere, per avviso di recarsi a bordo o d'avvicinarsi a parlare. (Stratico). Oggi le carte di bordo vengono presentate all'ufficio di porto. — Chiamata a rassegnarsi (ant.): intimazione che si fa a una nave, affinché venga all'obbedienza. (Bustico). — FAR RASSEGNARE UNA NAVE (ant.): dare ordine, da parte del comandante d'una nave da guerra, per mezzo d'un segnale, a un bastimento che è in vista, di avvicinarsi per parlargli e informarsi del viaggio, ecc. Il segnale è fatto mettendo la bandiera in derno e tirando un colpo di cannone a polvere. Se il bastimento non obbedisce e persiste a non rispondere, il
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comandante fa tirare un colpo di cannone a palla contro il suo bompresso, e poi è autorizzato a tirare sul bastimento. (Stratico). Attualmente la pratica seguita da tutte le Marine è che una nave mercantile, la quale incontra in mare una nave da guerra, alza la sua bandiera, pur non essendo obbligata. Se non lo fa, la nave da guerra può intimare alla nave mercantile di far riconoscere la propria nazionalità, appoggiando la richiesta anche con un colpo di cannone in bianco. La bandiera alzata e la risposta data dalla nave è presunta vera; solo se vi siano sospetti che la nave pratichi pirateria, la nave da guerra può spingere il suo diritto al fermo e alla visita mandando a bordo un'imbarcazione. Ciò costituisce il Diritto di riconoscimento di nazionalità, che è ben diverso dal Diritto di inchiesta di nazionalità o di bandiera, perché questo potrebbe svolgersi mediante esame delle carte di bordo o visita della nave, diritto che è riconosciuto solo in tempo di guerra agli stati belligeranti.

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