Resta. — Grosso cavo di canapa lungo 800-1000 metri, legato per un'estremità ad una parete di una rete a strascico e per l'altra al palo che è a prua della barca e che serve per manovrare la rete quando viene messa in bando o salpata, oppure per assicurarla alla barca durante il traino. Termine in uso ad Ancona. A Napoli Sàula (sàgola).
— (Sec. XIV) Alzaia. (Gucci: Tommaseo e Bellini, s. Resta, N. 12).
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Reste (venez.): ciascuno dei pezzi di cavo, della lunghezza di circa 20 metri, che servono per caloma della rete nei bragozzi.
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Resto (venez.): cavo fatto di sparto o giunco. Resti zoe (cioè) sartia de herba si legge pure nel Capitolar della Tana. (Jal). Restus in tal senso anche nel basso latino (1246), e Rest nel catalano. (Jal; Rossi, Gloss. lig. 83).
(Dal lat. rĕstis « corda »).
Restanti. — Lo registra il Guglielmotti nel senso di « Relitti », ma mancano esempi dell'uso.
Restara (Venez.). — Luogo lungo i fiumi dove stanno i cavalli e gli uomini occupati a tirare le barche contro acqua, e dove si fermano per il cambio della muta. Strada d'alaggio. Anche Restèra. V.
Golena.
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Restara (poles.): strada d'alaggio. (Lorenzi, Riv. Geogr. It. XV 168).
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Restara (venez.): gius d'attiraglio (diritto di tirare le barche). (Boerio).
(Cfr. Prati, Rev. Dial. Rom. VI 169).
Restar la voga (Venez. sec. XVI). — Arrestare la voga. Cessare, ovvero sospendere la voga. (Garzoni 874).
Restia (Term. sec. XVII). — Moto violento del mare, che è d'impedimento e sbatte le navi entro il porto. (Crescenzio: Tommaseo e Bellini). V.
Traversia. Il Guglielmotti (s. Restìo) interpreta male il senso della voce.
Restone (Aret.). — Greto. (Fanfani).
Retaccia1. — « Tipo di rete a strascico con sacco, in uso sul lago di Como ». (Bustico, anche Pocodina ["]).
Retaccia2. — Il Corazzini ha Reiaccia nel senso di Redazza e Retacciare per Radazzare, ma non sono forme attestate.
Retambicce (Lago di Varano, Foggia). — Rete fissa (v. s.
Rete).
(Pare corrispondere a un rete impiccia [= imbroglia !]: Merlo, It. Dial. I 257, n. 2).