Rimpalmare (Term. sec. XIV). — Rispalmare (una nave). Dante (Inf. XXI 7):
Quale nell'arzanà de' Viniziani
Bolle l'inverno la tenace pece,
A rimpalmar li legni lor non sani,
Che navicar non ponno . . .
Il verbo è usato pure da Guido delle Colonne. Malipiero (sec. XV): Rimpalmar.
Rimpeciare (Term. ant.). — Impeciare di nuovo. (Falconi: Tommaseo e Bellini).
Rimpiazzo. — « Il sostituire le navi disarmate. Il naviglio limitabile non può essere rimpiazzato prima che superi i limiti di età, che sono di 20 anni per le navi di linea e le navi portaerei, di 16 anni per gli incrociatori fra le 3000 e le 10.000 tonn. purché impostate prima del 1° gennaio 1920, di 20 anni per le stesse navi se impostate dopo il 31 dicembre 1919, di 12 anni per le navi al disotto delle 3000 tonn. impostate prima del 1° gennaio 1921, di 16 anni per le stesse navi impostate dopo il 31 dicembre 1920, di 13 anni per i sommergibili. Le navi possono essere immediatamente sostituite soltanto in caso di perdita o di distruzione accidentale ». (Encicl. milit. V 465).
Rimpotìo. — Piccola maretta molto frequente e incomoda, che si fa sentire a volte anche in porto. Anche Ribollio. Il D'Alberti (1804), che li registra, vi fa corrispondere pure Risacca, che ha altro senso. Non si usa.
Rimproverare un vascello (Term. ant.). — Dicevasi dell'ammiraglio che rivolgeva col telegrafo navale una rampogna al capitano d'una nave sotto i suoi ordini, quando era rimasto poco soddisfatto del modo di manovrare di questa. (Parrilli). Attualmente l'ammiraglio quando disapprova la manovra di una nave sott'ordini ne fa alzare il nominativo o il distintivo di squadra, e nei
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casi più gravi lo fa accompagnare dal segnale a bandiere: Non sono contento della vostra manovra.