Pagina 80

Bergolo. (Term. sec. XIV). — Cesta di vimini che s'affonda, piena di ciottoli più o meno grossi, per riparare le sponde dei fiumi. (Crescenzio volgar.: Crusca). Oggi Gabbione. (Canevazzi). V. Burga, Buzzone. (Da bèrga [v.]).

Bèrgolo. — Di bastimento facilmente soggetto al rollìo. Venez. Vérgolo (v.), rom. Abboccarello. V. Abbocchevole. (Ant. bèrgolo « scioccone; chiacchierone; uomo leggero »).

Berlingher (Venez. ant.). — Bastimento, per quanto sembra, da traffico, a vele e della portata di 250 botti. Così il Mutinelli (55), citato dal Corazzini, il quale riporta però dal Sanudo le forme Berlinger, Belingier. Nel Ramusio Belingieri (plur.), usato dal Querini (1431: Jal). La forma del Mutinelli è forse sbagliata. V. Balingera (basso lat.). (Dall'ingl. ant. balinger « baleniera »: v. Jal, e varianti presso Murray).

Berlòcca1. — Il riposo dalle fatiche, e il pasto dei marinai. — L'ora del pasto e del riposo. — Il segno della relativa chiamata. La voce è data dal Guglielmotti come d'uso a Trieste e a Venezia, dal Corazzini come d'uso a Trieste. La conosce il Dabovich per « pasto della gente ». (Pavese barlòca « rullo fatto sopra il fondo del secchione capovolto, per chiamare i famigli da cascina al lavoro »; milan. batt la berlòca « batter la cassa per chiamare i soldati al rancio »: franc. berloque « rullo di tamburo che annunzia la distribuzione dei viveri »: Levi, Diz. etim. piem. 45; Bloch, Dict. étym. I 100).

Bèrma (Term. non com.). — Base allargata dell'estremità d'un molo. (Anche « gradino, in una fortificazione, largo circa un metro, a metà d'una scarpa in terra », franc. berme: dall'oland. berm: Valkhoff 59; Wartburg, Franz. etym. W. I 334; trent. bèrma « banchina », valsug. bèrna « riparo; terrapieno »: dal basso ted. berme « base della diga »).

Bermuda. — Bastimento a tre alberi costruito a Bermuda al tempo della guerra del 1814. (Corazzini).

Berretta. — Chiamano gli Elbani il paglietto che vien posto da prora esternamente alle barche di bordo. (Corazzini).

Berrettino (Term. sec. XVII). — Copertura del capo in panno rosso usata dalla ciurma da remo. (Pantera). (V. Jal).

Berretto. — Copricapo dei marinai, dei sottufficiali e degli ufficiali. V. Sud-ovest. Il cappello di paglia non esiste più.

Bersaglio1. — Oggetto sul quale si dirige il tiro delle artiglierie e il lancio dei siluri, nel combattimento navale e negli esercizi di addestramento. Per gli esercizi di tiro in mare i bersagli sono dei galleggianti che reggono delle tele distese su aste verticali. Per gli esercizi di lancio dei siluri si usano delle imbarcazioni. (Il siluro passa al disotto, e dall'imbarcazione, scorgendone la scia, si giudica se l'arma avrebbe colpito il segno). Ambedue questi tipi di bersagli si rimorchiano alle massime velocità possibili dinanzi alle navi che devono eseguire i tiri o i lanci.

Berteggi (Genov.). — Bertoccio (v.).

Bertêlo (Genov.). — V. Bertuello.

Bertesca (Term. ant.). — Torretta con feritoie in uso sulle navi, nell'età di mezzo. (Jal; Corazzini I 386). (Cfr. la bertesca « torretta di legno in cima alle fortificazioni medievali »: Bloch, Dict. étym., s. bretèche).

Bertevèlo (Venez.). — Bertuello (v.). Anche Bartoèlo, Traturo.

Bertoccio. — Si dà questo nome a delle palle di legno duro, forate al centro, nei cui fori si fa passare il pezzo di corda (bastardo) destinato a formare una trozza che debba facilmente scorrere lungo l'albero da essa recinto. Sono così fatte le trozze dei picchi delle rande, e quelle delle antenne delle grandi vele latine. Anche Paternostro, per la forma simile a quella dei chicchi del rosario. Malèolo (archeol.), genov. Berteggi (plur.). V. Trozza. (Da vertecchio [v.] col suffisso mutato: cfr. vertucchio [ant.] di senso dubbio).

Bertoello (Term. ant.). — V. Bertuello.

Bertone (Term. sec. XVI-XVII). — Bastimento tondo, con tre alberi di vela quadra, e alloggiamenti altissimi a scaglioni rientranti, reggente al mare da 500 a 1000 tonnellate, usato dagl'Inglesi e dai Bretoni. (Guglielmotti; Corazzini; Jal). (Da bretone « di Bretagna »: Pantera 42).

| p. 79
p. 80
p. 81 |