Saltatoia (Term. ant.). — Specie di rete distesa sopra l'acqua dietro un'altra, saltando nella quale i muggini, ecc. vi restano impigliati. (D'Alberti. 1805: Manuzzi). Oggi vi corrisponde il Saltarello.
— A Orbetello Saltatoia è ancora usata per « Tramaglio privo dei piombi ». (Melillo, It. Dial. IV 217).
Salti. — Rapide. (Laugieri).
— Cascate. Cateratte. (Saverien).
Salto1. — È registrato dal D'Ayala (s. Filone), quale equivalente di « Callone ». In tale senso il D'Ayala accoglie pure Filone.
— « Salto per Cascata, o Scogliera da cui cade l'acqua per salto è un franzesismo inusitato. Era dunque questo ostacolo un salto, come lo chiamano i Franzesi, a guisa di quelli, che si trovano nel Rodano, e nel Danubio. Lami. Ant. » (D'Alberti, 1805).
— Dislivello nel corso d'un fiume, formato da una parete verticale poco alta. Se la parete è molto alta si ha la Cascata.
Salto (Dare un ~) (Frase disus.). — Mollare, lascare: dicesi sopra tutto delle scotte e dei bracci. (Fincati).
Salto di vento. — Improvviso cambiamento di direzione del vento. (Stratico; Bardesono).
Salumi (Term. ant.). — Tutti i pesci, i legumi e le carni salate, che formano la provvista d'un bastimento. (Laugieri). Secondo lo Stratico le carni e i pesci che sono salati (lardo, manzo, aringhe, baccalà, sardelle).
— (Ant.) Sardine, tarantello, carne salata, lardo, formaggio, riso, fava, e molti altri legumi (sulla galea). (Pantera, 1614, p. 93).