Sapoli (Venez.). — Pezzi d'imbono. Riempitori. (Non Sapolli, come ha lo Jal).
Saque (Franc. sec. XVII). — Nome di bastimento da pesca di Saint-Malo. (Jal).
Saracchio (Ampelodesma mauritanica). — Pianta dei luoghi aridi della regione mediterranea, le cui foglie lineari lunghissime servono per legare le viti e per fare cordami grossolani. Nella Maremma ne fanno reti per la pesca dei tonni. (Targioni Tozzetti, Diz. bot.). Anche Sarracchio, Legaviti. V. s.
Midollare,
Mpùniri (sicil.),
Muriddaru (sicil.).
Saracinesca. — Portella metallica, munita generalmente di un congegno a vite e di trasmissioni per manovra a distanza mediante scorrimento verticale, per chiusura di tubolature, condotti ecc.
— Cateratta. Disus. Paratoia.
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Saracinesca delle valvole di allagamento: quella applicata allo sbocco verso l'interno della nave delle tubolature di allagamento dei depositi delle munizioni e dei doppi fondi costituendo una seconda chiusura in aggiunta al Kingston, sia per maggiore sicurezza sia per poter manovrare frequentemente il Kingston per manutenzione senza allagare i locali. È manovrabile sia sul posto, sia a distanza, dai ponti soprastanti.
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Saracinesca delle porte dei bacini: ciascuna di quelle sistemate nella parte superiore delle porte, dei bacini, dal lato verso l'interno di questi, e che si aprono quando occorre dare acqua per preparare la nave all'uscita. Laugieri: Porta saracinesca (s. Saracinesca).
Saràn (Pavese). — Bastimento d'una portata di 600 e più quintali, che sta di mezzo tra il Mottaiolo e la Nav, con timone speciale formato da un lunghissimo remo, che il timoniere fa agire sopra una passerella trasversale al bastimento, e con casotto per abitazione della gente di bordo.
Sarangusto. — Specie di mastice, composto di calcina, usato nelle Indie orientali per coprire i comenti delle navi. (Parrilli). (V. l'articolo Sarangousti dello Stratico).
Sarchia (Term. sec. XVII-XIX). — Sàrtia. (Manoscr. fior. sec. XVII; Introd. arte naut., Venezia, 1715; Stratico; Carena; Jal).
Sarcia (Basso lat., genov. sec. XIII). — Attrezzo. (1263, 1265, 1268, 1269, 1274: Jal). V. s.
Sàrtia e
Sartia abetis (basso lat.).
Sarcio (Arcevia, Marche). — Cavo.
Sarcus (Basso lat. sec. XIII). — Cavo d'ormeggio. (Memoriale dei podestà di Reggio, 1218: Jal). Cfr. basso lat. Sarco « attrezzo » nello stesso Jal.
Sardara. — Specie di rete detta da posta a corrente.
Sardella. — Specie d'aringa. Sotto sale serviva di vettovaglia nelle lunghe navigazioni. Anche Sardina. (Guglielmotti).
Sardellara1. — Antico tipo di barca a vela chioggiotta per la pesca delle sardelle con rete da posta.
Sardellara2. — Menaide da sardelle.
Le sardellare si calano la sera e all'alba e si tendono in superficie nella stagione calda oppure a fondo nella stagione fredda. Quando la pesca si pratica al largo vengono calate alla deriva: i marinai chioggiotti ed anche gl'istriani gittano nelle reti, dall'una e dall'altra parte di esse, una pasta di granchi pestati, detta Pattume, che facilita il richiamo del pesce turchino. Il pesce urtando nelle reti, rimane preso nelle maglie. La pesca con le sardellare a fondo si pratica senza esca. Anche Sardelliera.
Per catturare il pesce turchino si usa anche un attrezzo detto Tartanone.
Sardenaro. — Rete a strascico, della lunghezza massima di m. 90 per ciascuna delle due ali, lunghezza del sacco m. 40, lato minimo della maglia mm. 20, usata nel Lago di Garda per la pesca del luccio. (Min. Agric., La pesca II 657).
Sardinal (Franc.). — Specie di menaide per sardelle, usata nell'Atlantico. Il nome comune per la rete per sardine è Sardinière.