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Sbarra1 (Term. sec. XVIII) — Secca accodata. (Saverien).

Sbarra2 (Term. sec. XVI-XVIII). — Ciascuna delle stanghe di difesa in una galera. Suriano (venez. sec. XVI, Modo di armare una galea): ... un capo prudente entrava in battaglia più tosto con quattro galere armate con sbare et pavesi, che con cinque sguarnite. Sbarre anche nel Garzoni (872) e nel Contarini (1745). (Jal). — (Disus.) Sbarre: pironi (v. s. Pirone). — Sbarra di graticola: barra di graticola. — Sbarra del timone: barra del timone. (Accademia). — Sbarra di tromba (ant.): « lunga sbarra di ferro forata in quadratura, che ha nella sua estremità un manico, come un succhiello ». (Saverien). — Sbara (parm.): capo di banda.

Sbarramento1. — Ostacolo, naturale o artificiale, posto a una corrente, con argini, chiuse, palafitte, ecc. (Corazzini). Anche Sbarra). — (Plur.) Barre dei fiumi.

Sbarramento2. — L'insieme di un adeguato numero di torpedini, ancorate su una o più linee all'ingresso dei porti, dei canali, dei passaggi obbligati ecc. in tempo di guerra. — Sbarramento difensivo: quello collocato a difesa delle proprie coste. Gli sbarramenti difensivi sono fatti generalmente in maniera da lasciare degli stretti passaggi non minati per potersi attraversare dalle navi amiche, alle quali sono comunicate le rotte di sicurezza. — Sbarramento offensivo: quello che con apposita operazione di guerra si posa sulle coste del nemico, generalmente all'uscita dei porti o nei punti di maggior traffico, eludendone la vigilanza. — Campo di mine: l'insieme delle torpedini affondate in gran numero, al largo, per insidiare vaste zone di mare.

Sbarrare (Term. ant.). — Varare. Anche Gettare in acqua una nave. (Stratico III 211). È il venez. Sbaràr (v.).

Sbatacchiare. — Verbo dato dal Guglielmotti nel senso di « Tallonare », ma non in uso. — Per « Sbattere » (delle vele) non è nemmeno in uso. (Guglielmotti).

Sbataizza (Venez.). — V. Bataizza. (Cfr. anche nembaizza).

Sbattere. — Dicesi delle vele quando, con vento debole e intermittente, si gonfiano un poco e si sgonfiano a intervalli, battendo contro l'alberatura e il sartiame. Lo sbattimento è accentuato dai movimenti di oscillazione della nave, quando, essendo caduto il vento, vi sono ancora le onde di mare morto. (Stratico). V. Fileggiare. — Dicesi delle scotte quando, cadute in bando, sbattono sotto il vento. (Fincati). — Fa sbattere! dà un'orzata! (ant.): comando per far venire col timone la nave all'orza, facendo sbattere alquanto le vele, e rimettere quindi il timone alla poggia prima che la nave abbia perduto l'abbrivo. — Sbattersi (sec. XVII): di bastimento che si muove con violenza. (Falconi, 1612: Tommaseo e Bellini). — FARE SBATTERE IL BARILE (ant.): bracciare il pennone di gabbia nella direzione del vento, per sospendere l'azione della vela, o far poggiare più presto il bastimento. (Laugieri). — Braccia la gabbia di maestra sicché sbatta! (ant.): comando per bracciare il pennone di gabbia di maestra nella direzione del vento, sospenderne l'azione e far poggiare il bastimento. (Stratico). — Sbattere l'albero (ant.): delle vele che sbattono nell'albero in un bastimento preso dalla bonaccia, quando, spiegate, ricadono di tratto in tratto sull'albero con una data violenza, secondo che cessano d'essere gonfiate e il bastimento beccheggia in poppa. (Stratico).

Sbattimento. — Lo sbattere. — Sbattimento d'onde. (Tommaseo).

Sbattute. — Gli sbattimenti (delle vele, ecc.).

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