Sbattere. — Dicesi delle vele quando, con vento debole e intermittente, si gonfiano un poco e si sgonfiano a intervalli, battendo contro l'alberatura e il sartiame. Lo sbattimento è accentuato dai movimenti di oscillazione della nave, quando, essendo caduto il vento, vi sono ancora le onde di mare morto. (Stratico). V.
Fileggiare.
— Dicesi delle scotte quando, cadute in bando, sbattono sotto il vento. (Fincati).
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Fa sbattere! dà un'orzata! (ant.): comando per far venire col timone la nave all'orza, facendo sbattere alquanto le vele, e rimettere quindi il timone alla poggia prima che la nave abbia perduto l'abbrivo.
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Sbattersi (sec. XVII): di bastimento che si muove con violenza. (Falconi, 1612: Tommaseo e Bellini).
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FARE SBATTERE IL BARILE (ant.): bracciare il pennone di gabbia nella direzione del vento, per sospendere l'azione della vela, o far poggiare più presto il bastimento. (Laugieri).
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Braccia la gabbia di maestra sicché sbatta! (ant.): comando per bracciare il pennone di gabbia di maestra nella direzione del vento, sospenderne l'azione e far poggiare il bastimento. (Stratico).
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Sbattere l'albero (ant.): delle vele che sbattono nell'albero in un bastimento preso dalla bonaccia, quando, spiegate, ricadono di tratto in tratto sull'albero con una data violenza, secondo che cessano d'essere gonfiate e il bastimento beccheggia in poppa. (Stratico).