Scandaglio1. — Apparecchio per misurare la profondità del mare, per riconoscere la natura del fondo, ecc. V.
Scandagliare. Scient. Batòmetro. V.
Sonda.
— Il risultato dello scandaglio.
Scandagliandosi in luoghi di marea, per poter confrontare la profondità misurata con quella data dalla carta nautica, bisogna conoscere gli elementi della marea per il luogo dove trovasi la nave, giacché le profondità segnate sulla carta nautica sono relative al livello di riferimento degli scandagli, e cioè a quello di speciali basse maree, mentre lo scandaglio eseguito in un istante qualsiasi rivela una profondità che è quella a bassa marea, aumentata della differenza tra il livello di riferimento e quello attuale del mare. Una trattazione sugli scandagli usati dai tempi primitivi a un'epoca relativamente moderna si trova nel saggio di Timoteo Bertelli: Intorno allo scandaglio marittimo (Rivista Marittima, febbraio-marzo 1897).
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Scandaglio acustico: denominazione generica degli scandagli ad eco.
Appartengono a questa categoria anche le bombette per scandagliare, giacché per l'uso di esse è necessario l'organo dell'udito; ma questo interviene soltanto per determinare l'istante in cui la bombetta, di cui è nota la velocità di discesa, tocca il fondo ed esplode, e non per misurare lo spazio di andata e ritorno percorso da un rumore e dalla sua eco. V.
Idrofono.
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Scandaglio a caduta libera: denominazione data dal Bustico per « Bombetta da scandaglio », ma non in uso.
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Scandaglio comune: v.
Scandaglio a sàgola. (Bardesono).
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Scandaglio contatore: con congegno a ruote dentate per misurare la profondità. (Guglielmotti). Tipo non usato. V. l'osservazione s.
Scandaglio sul piombo.
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Scandaglio a decolorazione: scandaglio con tubi a decolorazione. (Bardesono).
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Scandaglio ad eco: denominazione generica di ciascuno di quegli apparecchi nei quali la determinazione della profondità è basata sulla misurazione del brevissimo intervallo di tempo che trascorre tra l'istante in cui la nave emette, con apposito dispositivo, dei rumori e dei suoni, presso la superficie del mare, e quello in cui questi, riflessi dal fondo, ritornano alla nave, che li raccoglie con adatti ricevitori. Poiché la velocità del suono in mare è in media di m. 1500 per secondo, se l'intervallo misurato tra l'emissione e il ritorno del suono (eco) è di 1s, la profondità del mare è di m. 750. La misura degli intervalli di tempo deve
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esser fatta con apparecchi di precisione; giacché se, ad es., si volesse l'approssimazione di 1 metro nella profondità, l'apparecchio misuratore dovrebbe avere una precisione di 0s,0013.
Gli scandagli ad eco hanno il vantaggio di fornire a continuità la misura del fondo e con nave in moto anche per rilevanti profondità.
Gli scandagli ad eco appartengono a tre gruppi, a seconda della specie di suono emesso dalla nave e sono di vario tipo a seconda delle ditte specializzate costruttrici.
Apparecchi basati sull'emissione di un rumore violento di corta durata (colpo di pistola, colpo di martello), la cui eco, grazie alla sua potenza, è distinta in mezzo ai rumori parassiti che si hanno sempre quando una nave è in moto.
In taluni tipi (Echo sounding gear dell'ammiragliato inglese) un martello, comandato elettricamente, batte su di un diaframma di acciaio fissato allo scafo; il rumore è ricevuto da un idrofono collegato a una cuffia telefonica. Il rumore del martello si sente all'emissione e all'eco; per misurare l'intervallo di eco vi è un motorino elettrico che gira a velocità costante e fa scattare il martello tre volte in un secondo e per un istante brevissimo (0s.0025) mette in comunicazione l'idrofono con la cuffia telefonica a ciascun colpo di martello e a un intervallo di tempo che può essere variato dall'operatore. Questi, manovrando apposita leva fa variare l'intervallo stesso finché ode il rumore ritmico degli echi; quando ciò avviene, l'intervallo tra il colpo di martello e l'istante di ascolto è eguale all'intervallo di eco corrispondente alla profondità, che viene letta su apposito indice manovrato dalla leva.
Altri tipi (Fathometer di una ditta di Boston; Echolot di una ditta tedesca) simili al precedente, sono forniti di valvole termoioniche amplificatrici dell'energia ricevuta al microfono, la quale produce l'illuminazione di una scala sulla quale si legge la profondità.
In altri tipi (Behm Echolot di una ditta tedesca) il rumore è prodotto da speciali cartucce che vengono sparate in acqua da una pistola. Due microfoni, fissati allo scafo, l'uno in vicinanza del punto dove esplodono le cartucce per segnalare l'ora della partenza dell'onda sonora, l'altro fissato alla parte opposta dello scafo destinato a ricevere l'eco. Un apposito dispositivo mette in moto un disco e lo arresta, rispettivamente all'emissione e all'eco del rumore. L'angolo di cui il disco ha ruotato corrisponde alla misura della profondità.
Apparecchi basati sull'emissione di suoni di frequenza udibile (1000 oscillazioni al secondo), simili a quelli di un fischio o di una sirena e sul fenomeno di risonanza che producono nell'organo ricevitore per distinguere l'eco dai rumori parassiti. In taluni tipi (Fathometer di una ditta di Boston) un Fessenden produce una nota musicale acuta e il misuratore dell'intervallo di eco, analogo all'altro Fathometer /Falhometer/, può contemporaneamente azionare la cuffia telefonica e illuminare sulla scala il punto corrispondente alla profondità.
Apparecchi basati sull'emissione di ultrasuoni, di suoni cioè non udibili direttamente dall'orecchio umano, perché di frequenza superiore a 20000 oscillazioni al secondo, e che sono rivelati da apposito ricevitore, insensibile a tutti i suoni udibili e quindi a tutti i parassiti. Gli apparecchi di questo tipo sono chiamati più propriamente Scandagli ultrasonori.
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Scandaglio sul gavitello: con gavitello per il salpamento e con contatore azionato da un'elichetta che agisce all'interno di un tubo cilindrico (Guglielmotti). Tipo non usato. V. l'osservazione s.
Scandaglio sul piombo.
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Scandaglio idrostatico: v.
Scandaglio a pressione.
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Scandaglio meccanico: denominazione generica di quegli scandagli nei quali la discesa e il salpamento del peso e l'indicazione della profondità si effettuano per mezzo di un apparecchio meccanico. Il peso è assicurato a un filo o a un cavetto di acciaio avvolto intorno a un tamburo o molinello, munito di freno per la discesa e di manovelle per il salpamento; un congegno di rotismi ingranato col tamburo fa funzionare il contatore della profondità. Sono situati generalmente all'estremità poppiera e
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si impiegano con nave ferma o quasi. Ve ne sono di varii tipi che prendono il nome della ditta costruttrice.
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Scandaglio a molinello: v.
Scandaglio meccanico. (Bardesono). Poco usato.
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Scandaglio a perdita di peso e a presa di fondo: scandaglio per grandi profondità, del quale sono dotate talune navi idrografiche per scandagli oceanografici. È uno speciale scandaglio meccanico di maggiori dimensioni di quelli ordinarii, azionato generalmente da un verricello elettrico o a vapore. Appena toccato il fondo si distacca dal cavo un grosso peso, rimanendo così libere delle grosse molle che, per mezzo di leve fanno aprire delle cucchiaie che prelevano un abbondante campione del fondo e si richiudono non appena comincia il salpamento.
Volendo prelevare acqua, invece del saggio del fondo, si assicura al cavo un recipiente cilindrico, munito di due coperchietti mobili che si richiudono al salpamento.
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Scandaglio sul piombo: senza gavitello, con contatore, ma con l'elichetta che agisce in un vano ricavato nel peso di piombo (Guglielmotti).
Si riferisce a tipo di scandaglio studiato o sperimentato in passato, prima che si realizzassero scandagli meccanici di pratico impiego. Lo stesso si dica dello Scandaglio contatore, e dello Scandaglio sul gavitello.
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Scandaglio a presa di acqua: v.
Scandaglio a perdita di peso.
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Scandaglio a presa di fondo e di acqua: v.
Scandaglio a perdita di peso.
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Scandaglio a pressione: scandaglio meccanico del tipo di quelli con tubi a decolorazione, nel quale però la pressione prodotta dall'acqua, che entra nel tubo, spinge in alto un pistoncino a tenuta d'aria con molla antagonista, il quale trascina con sé un indice che fornisce la lettura della profondità. Gli apparecchi di questo tipo hanno il vantaggio che il tubo non deve essere cambiato ad ogni scandaglio.
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Scandaglio a sàgola: quello costituito semplicemente da una sàgola graduata di diversa lunghezza (da 25 fino a 100, o 150 metri) e da un piombo di diverso peso (da 5, 8, 15 e 20) a seconda della profondità per la quale deve essere usato. Per gli scandagli, che devono essere usati con nave in moto dall'apposita plancetta o da altra sistemazione del genere, la graduazione è fatta come indicato in Sàgola dello scandaglio; per quelli da usarsi a nave ferma in qualunque punto della nave in giro al bordo, oppure nelle imbarcazioni, la graduazione incomincia dal peso che, in questo caso è generalmente di 5 cg. Desiderando conoscere la natura del fondo si mette nell'incavo inferiore del piombo uno strato di sevo. Anche Scandaglio comune.
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Scandaglio da sentina: asta metallica graduata, avente all'estremità superiore un foro con sàgola, per calarsi nella sentina e misurare il livello dell'acqua esistente, mediante l'altezza della parte bagnata. (Parrilli). Oggi si usa per misurare il livello dell'acqua e della nafta nei rispettivi depositi. Comunemente si chiama Sonda.
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Scandaglio termometrico: quello fatto per scopi talassografici o idrografici per conoscere la temperatura dell'acqua alle varie profondità.
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Scandaglio di tromba (ant.): asta graduata di ferro piatta, con un foro ad una delle estremità per legarsi a una corda e calarsi entro un foro in corrispondenza del pozzo di sentina, allo scopo di conoscere l'altezza dell'acqua ivi eventualmente esistente, o verificare l'effetto delle pompe quando queste funzionano per l'esaurimento dell'acqua in caso di falle. (Stratico).
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Scandaglio con tubi a decolorazione: scandaglio meccanico atto per l'impiego con nave in moto (fino a una velocità di 15 nodi per profondità di circa 90 metri). All'estremità inferiore del cavetto di acciaio è fissato un pezzo di sàgola di circa 2 metri, alla quale viene legato un astuccio detto Porta tubi, che nella parte superiore ha un tappo e nella parte inferiore è forato per lasciare libera circolazione all'acqua. Alla estremità inferiore della sàgola è attaccato un peso di circa 8, 10 cg. Nell'astuccio si pone un sottile tubo di vetro detto a decolorazione chiuso a un'estremità e aperto dall'altra, ricoperto internamente di cromato di argento (rosso) che, combinandosi col cloruro di sodio, diviene bianco fino al livello corrispondente alla pressione idrostatica che cresce con la profondità. La misura di questa si fa con apposito regolo graduato. Per il salpamento del peso vi è
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un motorino elettrico. Il tubo deve essere cambiato ad ogni scandaglio.
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Scandaglio ultracustico: v.
Scandaglio ultrasonoro.
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Scandaglio ultrasonoro, o
Scandaglio ultracustico: scandaglio ad eco basato sulla emissione di ultrasuoni.
Nel tipo più diffuso l'organo emittente è costituito da un proiettore ultrasonoro a quarzo, fissato orizzontalmente allo scafo al disotto della chiglia con la faccia rivolta verso il basso. Negli apparecchi forniti di ricevitore con analizzatore ottico ad oscillografo il ritorno dell'eco viene rivelato da una piccola cuspide luminosa che appare lungo una scala graduata all'istante dell'eco nel punto corrispondente alla profondità. Negli apparecchi più semplici, senza analizzatore ottico, detti Ecometri, il ritorno dell'eco è rivelato dall'accendersi di una minuscola lampadina sulla scala delle profondità.
Talvolta allo scandaglio ultrasonoro è accoppiato un apparecchio automatico, nel quale, su di una striscia di carta graduata, mossa da uno speciale congegno di orologeria, il ritorno dell'eco viene registrato a continuità, formandosi così un diagramma delle profondità corrispondenti alle successive posizioni di una nave in moto. V.
Oscillatore.
Vi sono scandagli ultrasonori che invece di utilizzare la proprietà piezoelettrica dei proiettori a quarzo, utilizzano la proprietà che possiede una massa di ferro dolce, quando venga magnetizzata, di subire una contrazione, che scompare quando cessa il campo magnetizzante. Le successive magnetizzazioni e smagnetizzazioni, per mezzo di correnti alternate ad alta frequenza, in una massa di ferro collegata a una piastra posta a contatto del mare, producono delle vibrazioni che si trasmettono all'acqua sotto forma di oscillazioni a frequenza ultrasonora. Il fenomeno essendo reversibile, l'apparecchio funziona anche da ricevitore delle oscillazioni riflesse dal fondo (eco).
Gli scandagli ultrasonori di questa specie si chiamano a magnetostrizione: essendo più leggeri e meno ingombranti vengono sistemati nelle imbarcazioni destinate ad eseguire scandagli per lavori idrografici.
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Asta per scandaglio: v. s.
Palo.
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Baia, o Baietta dello scandaglio: recipiente di legno, nel quale viene colta la sàgola dello scandaglio. Il fondo ha un foro dal quale si fa passare l'estremità libera della sàgola, per darsi volta alla battagliola a scopo di precauzione per evitare la perdita di tutto lo scandaglio nel caso che la sàgola s'incattivasse fuori bordo mentre la nave è in moto. (Devoto). Stratico: Bugliuolo dello scandaglio.
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Bugliuolo di scandaglio (ant.): v.
Baia dello scandaglio. (Stratico).
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Lancia di scandaglio: v. s.
Lancia. (Corazzini).
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Linea di scandaglio: v. s.
Linea.
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Livello di riduzione degli scandagli: v. s.
Livello.
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Livello di riferimento degli scandagli: v. Livello di riduzione degli scandagli e Livello medio della carta, s.
Marea.
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Piombino dello scandaglio: piccolo peso di piombo legato all'estremità inferiore di un pezzo di merlino bianco, per costituire una specie di scandaglio tascabile, usato generalmente dai piloti.
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Piombo dello scandaglio: quello legato all'estremità anteriore della sàgola dello scandaglio.
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Sàgola dello scandaglio: per esplorare le profondità marine. (Stratico).
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Registratore di profondità (v.).
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ANDARE ALLO SCANDAGLIO: andare con lo scandaglio. (Saverien).
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ANDARE CON LO SCANDAGLIO: navigare, scandagliando di tratto in tratto, in paraggi non conosciuti per mezzo delle carte, o lungo coste pericolose. (Stratico). Laugieri: Andare con lo scandaglio, o Navigare con lo scandaglio alla mano.
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COMPIERE LO SCANDAGLIO: scandagliare.
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ESSERE ALLO SCANDAGLIO: andare con lo scandaglio. (Saverien).
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FARE LO SCANDAGLIO: scandagliare.
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FONDARE LO SCANDAGLIO (ant.): v. s.
Fondare.
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GETTARE LO SCANDAGLIO,
ROTARE LO SCANDAGLIO,
LANCIARE LO SCANDAGLIO: anticamente per poter usare lo scandaglio a sàgola con nave abbrivata in avanti si usava
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far eseguire al peso una completa rotazione in senso verticale e scagliarlo quindi, a guisa di fionda, il più a pruavia possibile. Il sistema, alquanto pericoloso, specialmente con rollio, richiedeva degli scandagliatori molto provetti. Oggi si preferisce distendere la sàgola verso prora, per mezzo di persone incaricate, e lasciar cadere il peso il più lontano possibile dallo scandagliatore, in maniera che la sàgola venga a trovarsi quasi a picco sotto di questo quando il peso tocca il fondo.
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GRADUARE LO SCANDAGLIO: porre le marche alla sàgola, con nodi, con striscette di cuoio, con pezzi di stamine, ecc.
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GRIDARE LO SCANDAGLIO: dire ad alta voce la profondità indicata dalla sàgola ad ogni scandaglio.
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LANCIARE LO SCANDAGLIO: gettare lo scandaglio.
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NAVIGARE SULLO SCANDAGLIO: dove la sàgola ordinaria di 100 metri tocca fondo. (Guglielmotti).
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PRENDERE LO SCANDAGLIO: v. s.
Prendere.
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ROTARE LO SCANDAGLIO: gettare lo scandaglio.
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STARE SUGLI SCANDAGLI (ant.): essere nei paraggi, dove le profondità del mare si esplorano con gli scandagli, per schivare le secche. (Stratico). Oggi Navigare con lo scandaglio, Navigare scandagliando.
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VENIRE ALLO SCANDAGLIO (ant.): quando si lascia la riva del mare e si viene fino a un luogo, dove si trova il fondo collo scandaglio. (Saverien).
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Allo scandaglio!: non si usa; si dice: scandagliatori a posto !
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Scandaglio in acqua!: poco usato; si dice Getta lo scandaglio !
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Cessa lo scandaglio!: comando per far smettere lo scandagliamento.
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Getta lo scandaglio!: comando di far scendere in acqua lo scandaglio.
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Ricupera!: comando per far tirare dall'acqua lo scandaglio.
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Rientra gli scandagli!, ovvero: Scandagliatori rientra !: comando per far cessare definitivamente lo scandagliamento.
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Ripiglia lo scandaglio!: comando per far eseguire nuovamente lo scandagliamento temporaneamente sospeso.
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Scandagliatori a posto!: comando per mandare gli scandagliatori al posto assegnato per scandagliare.
(Scandalium nel basso lat. genov., 1268; scandaglio già in Francesco da Barberino, ecc. V. Tommaseo e Bellini; nel 1343 scandaio nel venez. Capitolar della Tana [Jal]: da un lat. *scandaculum « scandaglio »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 7649 a; D'Ovidio, Arch. Glott. XIII 415. Date l'antichità e la frequenza di questo termine in autori italiani, non pare possibile ammetterne la provenienza dal provenzale o dal catalano. Piuttosto è probabile la derivazione dal genov. scandàggio, meno probabile dal venez. scandàgio. V.
Scandiglio. Vidos, Arch. Rom. XVIII 474).