Bisdosso. — Si dice che l'antenna di una vela latina è a bisdosso quando, dopo un viramento di bordo, essa viene a trovarsi sopravvento all'albero, in guisa che la tela della vela, aderendo a questo, forma come due sacchi, l'uno a poppavia e l'altro a proravia dell'albero medesimo (due dossi o dorsi). Vi si rimedia subito passando l'antenna sottovento, ciò che dicesi Tomare l'antenna o Fare il carro all'antenna. Questa ultima era l'espressione usata sulle galee. (Bardesono).
Bissabova (Venez., triest.). — Tifone. It. ant. Bisciabova. (Tommaseo e Bellini).
(In origine forse creduto un serpente fantasma apparente in forma di tifone: Folklore It. VIII 110).
Bissona. — Barca veneziana di parata, lunga 36 piedi veneti (= m. 12,50), e sottile, a otto remi, con un casotto, con pareti a giorno sulla prora, velocissima, addobbata sfarzosamente per le regate o altre comparse. Anche Biscione.
(Dal venez. bissa « biscia », per la forma affilata).
Bitàcola (Genov.). — Chiesuola. Abitacolo. Anche Bitàcora (Frisoni). Spagn. Bitàcora, portogh. Bitàcula. Bittacora nella versione dal Castagneda (sec. XVI: Zaccaria Elemento iber. 442).
Bitta. — Su tutte le navi, il robusto caposaldo di presa sistemato a prora per legarvi la gómena o catena dell'àncora affondata. Sulle navi in legno consisteva in due grossi pilastri di rovere piantati verticalmente a traverso dei ponti fino ad incassarsi sul fondo della stiva. Le loro estremità superiori sporgevano affiancate sul ponte sottostante a quello di coperta, un poco a poppavia dell'albero di trinchetto, ed erano attraversate da una robusta trave incastrata e imperniata su di esse. Il tutto formava come una grande forca, alla quale si legava la gómena o la catena dell'àncora.
— Sulle navi moderne la bitta consiste in una colonna di ferro solidamente collegata alla struttura della nave, su cui si avvolge una o più volte la catena (giro di bitta). La testa della bitta è attraversata diametralmente da una barra cilindrica mobile (paglia), che serve a trattenere in basso le spire di catena o cavo, ed anche a legarvi una corda al modo della volta di caviglia. (Bardesono). Le navi hanno a prua due bitte, una per lato, ciascuna al servizio della catena della rispettiva àncora; ed a poppa due o più per la legatura dei grossi cavi d'ormeggio.
— Si dà pure il nome di Bitta al sistema di presa formato da due brevi colonnine abbinate a piccola distanza l'una dall'altra.
(In Crescenzio, Pantera, ecc.: Guglielmotti. Dal franc. bitte, dal 1382: Bloch, Dict. étym. I 83).
Bìttalo. — Bastone di fiocco dei legni latini e delle barche. Franc. Bertelot.
(Da bittalò [genov.], coll'accento spostato).
Bittalò (Term. delle galee). — Sulle galee freccia di legno posta orizzontalmente verso prora, in prolungamento del tagliamare. Su di essa poggiava dai due lati un graticolato che faceva l'ufficio di latrina per gli uomini dell'equipaggio. (Parrilli I 518), Termine genovese.
(Dallo spagn. botaló, botalón, forse avvicinato a bitta: cfr. corso
buttalò).
Bittare (Term. disus.). — Abbittare. (Fincati). Venez. Bitàr.
Bittatura.
Bittone. — Sulle navi veliere, ciascuno dei pilastri di legno collocati sul ponte di coperta agli angoli delle pazienze, provveduti di cavatoie con pulegge pel passaggio di alcune manovre correnti, e di caviglie per legarvi i cavi. Bittoni (plur.) nel Crescenzio (1602) e nel Duez (1671). V.
Maimone.
— La voce si estende a designare le piccole colonne di presa, in legno o metallo, destinate alla legatura di qualunque cordame.
(Da bitta).
Bitume. — Composizione di catrame, solfo, sego od olio di pesce, che viene distesa a caldo sulla carena di legno, per ispalmarla.
Biùcolo. — Trombettiere di bordo. (Corazzini). S'ignora chi l'abbia usato.
(Stroppiamento dell'ingl. bugle « trombetta da segnali »).
Biveri (Sicil.). — Vivaio (per il pesce) Anche Viveri.