Pagina 907

Seriola (Venez.). — V. Ceriola. — Canale artificiale derivato dalla Brenta, il quale, scaricandosi nella Laguna vicino a Fusina, somministra ivi l'acqua dolce corrente, che un tempo trasportavasi nelle barche a Venezia ogni giorno. Ora esiste l'acquedotto. (La Seriola è nome di diverse gore del Veneto: cfr. inoltre berg. sariöla, seriöla, bresc. seriöla, mant. sariöla « gora », mant. sariöl «rigagnolo»: Mutinelli; Lampertico, Scritti II 7-10; Olivieri, Saggio topon. ven. 293, Diz. topon. lomb. 507 Jud, Bull. Dial. Rom. III 74-75 Brüch, Zeitschr. Rom. Philol. XL 645-646; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 7851).

Serpa (Venez.). — V. Serpe.

Serpante. — Ciascuno dei marinai che nelle navi della R. Marina disimpegnano il servizio di lavanda e pulizia delle latrine di bordo. (Parrilli, 1866, II 674). Capo palmetta. V. s. Palmetta.

SerpareSerpari, (Basso lat., genov.). — V. Salpare.

Serpe (Term. ant.). — Pezzi di legno, così detti a cagione della loro figura, che si uniscono a dritta e a sinistra all'estremità superiore del tagliamare, e ne fanno suo finimento, tra le grue e la figura o polena. (D'Alberti, 1805). — Sulle antiche navi, spazio triangolare all'estrema prora, delimitato a murata dalle serpi. Palmetta. Anche Serpa. (Stratico III 212; Fincati). — Pianerottolo sporgente per la guardia notturna del capo marinaro. (Corazzini). — (Plur.) V. s. Mas'ceti. — Serpa (venez.): cesso, sulla nave. V. Cagaór. — Capitano della serpe (disus.): capoguardia. (Guglielmotti). Parrilli: Capo della serpe. — Cani di serpe (ant.): pezzi verticali attraversanti la serpe. (Stratico).

Serpeggiare. — Navigare seguendo delle spezzate, invece che una linea retta per effetto del mal governo di chi sta al timone.

Serpeggiare (due corde). (Term. ant.). — Abbisciarle. Fare un'abbisciatura. (Stratico).

Serpentario. — Costellazione boreale comprendente più di cento stelle visibili ad occhio nudo, delle quali una di seconda grandezza, detta Ras Alhague. Più usato il nome Ofiuco.

Serpente1. — Costellazione del cielo boreale, al nord dello Zodiaco. V. Serpentario.

Serpente2 (Term. ant.). — V. Serpentello.

Serpente3. — Un tempo usavasi scagliare a volte dei serpenti velenosi verso i nemici, nelle battaglie navali, giusta il racconto di Luca Pulci (sec. XV: Ciriffo Calv. II 107, 108).

Serpente di mare. — Secondo l'immaginazione popolare, mostro marino in forma di serpente lunghissimo. — Dei serpenti di mare o serpenti marini vivono in realtà nei mari, e son detti dagli scienziati Idròfini. Sono velenosissimi, e alcune specie arrivano anche quasi a due metri di lunghezza.

Serpentello (Term. ant.). — Legatura a spirale di molti giri, fatta con un cavetto intorno a un cavo. (Parrilli). Stratico (Appendice): Serpente.

Serpentinus (Basso lat.). — Cannone di mediocre grandezza, da galea e da fortezza. Registrato dal Corazzini, che lo prese dallo Jal, il quale però cita solo documenti francesi. Un pezzo d'artiglieria detto Serpentino era conosciuto in Italia verso il 1600, ma non risulta che fosse pure di marina. (Grassi).

Serra. — Riparo, più di tutto ai torrenti rovinosi. (Petrocchi). Anche Tura. (Cfr. Maccarrone, Arch. Glott. XVIII 527).

Serrabozze. — Nome delle due catenelle che tengono aderente al fianco della nave, nella posizione di sgombero, l'àncora del tipo con ceppo, passando l'una per la cicala e l'altra intorno al fuso presso il diamante. Le maglie estreme sono tenute dai perni dell'affondatoio. Si chiamano anche Bozze delle ancore. Un tempo il serrabozze era un grosso cavo (che teneva ferma al bordo del castello di prua la marra d'una àncora). (Stratico). V. Piccaressa; Affondatoio; Cappone. (Non Serrabbòzza, come ha il Guglielmotti).

| p. 906
p. 907
p. 908 |