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Serrafila. — La nave che trovasi in coda ad una formazione in linea di fila. (Stratico. Appendice). — Nave serrafila: v. s. Nave. — FAR DA SERRAFILA: essere la nave serrafila. (Zito). Non è in uso. — STARE IN SERRAFILA: essere la nave serrafila. (Zito). Non è in uso.

Serragiunte. — Arnese di ferro affine al sergente degli ebanisti, adoperato dai macchinisti dei piroscafi per stringere un pezzo metallico sopra un altro. (Parrilli). Non è in uso.

Serraglia. — Chiusa fatta da certi pescatori, con reti perpendicolari, per un gran tratto di laguna, nel maggior colmo dell'acqua, per chiudervi il pesce che vi si trova, e per pigliarlo durante la bassa marea, quando quel tratto resta asciutto. Venez. Seràgia, Saràgia, nel Calmo (sec. XVI) Saraia. — Serraglia grande: rete lunga tre quarti di miglio, alla cui manovra provvedono 4 barche con 12 marinai. (Corazzini). — Seràgia, o Seràgio de pesse (venez.): gradella, gabbiola. V. Grisiola.

Serraglie (Venez. sec. XVIII). — V. s. Raccolte. In veneziano il termine doveva essere Serage o Sarage.

Serraglio (Term. sec. XVII). — Dàrsena. Bartoli: . . . nel serraglio dove le navi s'adunano e muovono alla partenza. (Corazzini). V. Mandracchio.

Serrapennoni. — Imbrogli delle vele quadre che servono per sottrarre all'azione del vento le due ali della vela e per rovesciare a pruavia del proprio pennone le due relinghe di caduta. I serrapennoni consistono generalmente in ghie semplici, una o due per ciascun lato, che fanno dormiente quasi al mezzo delle relinghe di caduta in prossimità della patta di bolina, passano a pruavia della vela e per due bozzelli, sistemati l'uno nel pennone e l'altro superiormente, discendono quindi in coperta. Si chiamano anche Caricaboline, o Imbrogli rovesci e prendono la denominazione particolare dalla vela rispettiva: Serrapennoni di maestra, di gabbia, di velaccio, ecc. — Serrapennoni del belvedere: quelli della vela di belvedere. (Parrilli). — Serrapennone di contrammezzana: ciascuno di quelli della vela di contromezzana. Parrilli: Serrapennoni della contramezzana. — Serrapennone di dritta: ciascuno di quelli che fanno dormiente sulla relinga di caduta del lato dritto della vela. — Serrapennoni esterni: nelle vele che hanno due serrapennoni per ciascun lato, la coppia più esterna (rispetto al centro del pennone), le cui estremità inferiori fanno dormiente presso la patta di bolina e i cui bozzelli sono fissati a circa 2/3 dal centro del pennone. (Parrilli). — Serrapennoni falsi: imbrogli delle gabbie. (Corazzini). Non è in uso. — Serrapennone di gabbia: ciascuno di quelli della vela di gabbia. Nei velieri con gabbie doppie, le basse gabbie non hanno serrapennoni. Stratico: Serrapennoni delle gabbie. — Serrapennoni interni: nelle vele che hanno due serrapennoni per ciascun lato, la coppia più interna (rispetto al centro del pennone), le cui estremità inferiori fanno dormiente al di sopra della patta di bolina e i cui bozzelli sono fissati a circa 1/3 dal centro del pennone. (Parrilli). — Serrapennone di maestra: ciascuno di quelli della vela di maestra. Parrilli: Serrapennoni della maestra. — Serrapennone di mezzana: ciascuno di quelli della vela di mezzana. — Serrapennone di parrocchetto: ciascuno di quelli della vela di parrocchetto. Nei velieri con parrocchetto doppio, il parrocchetto basso non ha serrapennoni. Parrilli: Serrapennoni del parrochetto. — Serrapennone di sinistra: ciascuno di quelli che fanno dormiente sulla relinga di caduta del lato sinistro della vela. — Serrapennoni del trinchetto: ciascuno di quelli della vela di trinchetto. (Parrilli). — Serrapennoni del velaccio: ciascuno di quelli del velaccio, generalmente uno per lato e riuniti superiormente a patta d'oca col caricamezzo dello stesso lato, in maniera da costituire un solo tirante che passa per un unico bozzello. (Guglielmotti). Parrilli: Serrapennoni della velaccia di maestra e della velaccia di trinchetto.

Serrare1 (Term. ant.). — Trovare due oggetti nello stesso raggio visuale, di modo che di due oggetti che prima si vedevano
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separati ed aperti, l'uno si veda nascosto dall'altro. Aprire invece vale « Vedere due oggetti che si distaccano apparentemente a misura che la nave muta posizione rispetto a essi ». (V. Stratico). La punta è serrata dal forte: d'una punta che è nascosta da un forte, ecc. Oggi si dice che i due oggetti sono in allineamento, e, quando ciò sta per verificarsi, si dice che l'allineamento si chiude. Quando si verifica l'effetto contrario: l'allineamento si apre. — SERRARE L'ARRESTATOIO (disus.): v. s. Arrestatoio. (Fincati). Manovrarne la leva per abbassarne il tacco in maniera che la catena non possa più scorrere. Oggi Chiudere l'arrestatoio. — SERRARE I PICCOLI PORTELLI: chiudere i portellini. (Stratico). — SERRARE I CONTRO: serrare le vele dei contro. A pag. 191, sotto l'articolo Contro la serie dei verbi va separata come segue: — Bordare, Imbrogliare, Mollare, Serrare i contro: manovre che si eseguono con le vele dei contro. Per Avere i contro a riva e per Navigare con i contro a riva vale il significato dato a pag. 191, compreso quello figurato. — SERRARE LE DISTANZE: diminuire le distanze tra nave e nave in navigazione fino a 120 braccia. (Parrilli). Oggi non ha più il significato specifico di una distanza minima prestabilita. Quando si vuol far diminuire la distanza tra navi si segnala il numero di ettometri corrispondenti alla nuova distanza alla quale debbono disporsi. — SERRARE LA LINEA: v. s. Linea. — SERRARE UN PORTO: chiuderne l'ingresso. (Zito). Non è in uso. Nel senso di proibirne l'ingresso si dice Chiudere un porto. Nel senso di chiuderlo materialmente, si dice Sbarrare un porto, ma è un termine che si riferisce ad antiche usanze; oggi si direbbe Proteggerlo con ostruzioni, Ostruirne l'entrata. — SERRARE LA TERRA: tenersi accosto alla terra. (Corrazzini). Non è in uso si dice Tenersi sotto costa. — SERRARE I TERZAROLI: prendere i terzaruoli (v. s. Prendere). Stratico: Serrare i terzeruoli della mezzana. — SERRARE LE VELE: v. s. Vela. (Saverien). Le vele si possono serrare: in camicia, a nudo, in ventrino. (V. s. Vela). Non sono in uso. — SERRARE IL VENTO: v. s. Vento. — SERRARE IL VENTO A VELE PIENE: (non usato): v. s. Vento. — SERRARE LA VOGA: accelerarla. — SERRARSI: detto delle acque polari quando s'agghiacciano. (Guglielmotti). Forse non dell'uso. Si può dire però che una nave è serrata dai ghiacci quando non scorga alcun passaggio per disimpegnarsi. — SERRARSI ALLA SPIAGGIA, ALLA COSTA, ecc.: quando una nave, per la troppa vicinanza, non se ne può più discostare. (Guglielmotti). Non è in uso. Spiegazione non chiara. Forse si riferisce a una nave a vela che si sia tanto avvicinata a terra da non avere uno specchio d'acqua sufficente per manovrare in modo da allontanarsene. (Per una nave a propulsione meccanica ciò non sussiste, perché potrebbe disimpegnarsi con la manovra delle macchine). — Nave serrata dentro terra: nave che s'è internata in una rada, in un golfo, o tra isole, senza che vi sia vista libera del mare. (Stratico). — Nave serrata dai diacci: chiusa tra i ghiacci senza poter uscirne. (Stratico). — Serra la bandiera!: comando di ammainarla. (Corazzini). Non è in uso. — Serra il vento a vele piene! (ant.): v. s. Vento. (Stratico).

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