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Bordata. — Ciascuno dei percorsi compiuti da un veliero che bordeggia, tra un viramento di bordo e il successivo. Anche Bordo. — Bordata o Bordo al largo: nel bordeggiare in vicinanza d'una costa, ciascuna delle bordate che allontanano il veliero dalla terra. — Bordata o Bordo a terra: ciascuna di quelle che portano la nave verso la costa. — Quando la meta da raggiungere non è esattamente, rispetto al veliero, nella direzione da cui spira il vento, ma sempre in una posizione tale da costringerlo a bordeggiare, si dicono Bordate buone quelle che avvicinano la nave alla meta, Bordate cattive le opposte. — Sparo simultaneo dei cannoni d'un fianco. Anche Fiancata. Genov. Bandadda.

Bordato (Term. disus.). — Fasciame (v.).

Bordatura1 (Term. disus.). — Fasciame (v.).

Bordatura2. — Il bordeggiare. (Corazzini).

Bordeggiare1. — Modo di navigare di un veliero che debba raggiungere un luogo mentre il vento gli è nettamente contrario: consiste nell'avvalersi del vento prendendolo alternatamente, per tratti più o meno brevi, sulla dritta e sulla sinistra, e compiendo così, a zig-zag, dei percorsi le cui direzioni siano tanto prossime a quella d'origine del vento, quanto lo consente la massima inclinazione della velatura. (Stringere il vento, Navigare di bolina). I singoli percorsi prendono il nome di Bordata o Bordo. Per passare da una bordata alla successiva il veliero fa la manovra che chiamasi Viramento di bordo. Anche Archeggiare (ant.), Navigare sui bordi.

Bordéggio. — Il bordeggiare (v.).

Bordenal (Venez. sec. XIV o XV). — V. Bordonal. (Jal)

Bordetto (Genov.). — Bordotto.

Bordetu (Ancon.). — V. s. Brodetu.

Bording. — Battello costiero del Mar Bàltico per il servizio merci da terra a bordo di grosse navi. (Bustico).

Bordión (Venez.). — Bordotto.

Bordo1. — Ciascuno dei due fianchi del bastimento per tutta la sua lunghezza: Bordo dritto, Bordo sinistro. — Lo spazio interno d'una nave o imbarcazione, circoscritto dalle murate. — A bordo: sulla nave, dentro la nave. — Fuori bordo: fuori della nave. — Come sostantivo: la superficie esterna della parte emersa dello scafo. — Bordo a bordo: dicesi di due galleggianti vicini e parallelamente disposti. — Controbordo: di navi o imbarcazioni che percorrono cammini paralleli ma in opposte direzioni. — Falso bordo: fianco di un galleggiante che, per difetto di costruzione, ha qualche parte della sua ossatura con curve un po' diverse da quelle delle parti corrispondenti sull'altro fianco. — Nave d'alto bordo (ant.): galeoni e vascelli in cui la parte emersa dello scafo era altissima. — Nave di basso bordo: avente la parte emersa dello scafo molto bassa. — Bordo libero: in ogni nave mercantile, la misura dell'altezza del ponte principale sul livello del mare, quando la nave ha la massima immersione consentita dalla sicurezza della navigazione. — Linea di bordo libero o di massimo carico: la linea di galleggiamento corrispondente alla suddetta massima immersione. Controllata dal Registro Navale. — Con la voce Bordo si designa pure ciascuno dei percorsi compiuti da un veliero nel bordeggiare (navigare sui bordi). — VIRARE o GIRARE DI BORDO; Viramento di bordo: v. Virare. — DAR BORDO (sec. XVI): far prendere alla nave un'altra direzione. (Imprese navali, 1588; spagn. Dar bordos: Zaccaria, Raccolta 129). V. Bordeggiare, Bordata. Già usato nel 1715. (Jal 315). — Nell'Introduzione all'arte nautica (Venetia, 1715) ai francesi Stribord e Basbord corrispondono i termini Bordo a dritta e sinistra. (Jal).
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(Bordo, usato dal Ségneri, anche per « margine », dal germ. bord, d'ugual senso. È dubbio se bordo sia un francesismo o uno spagnolismo: Bloch, Dict. étym. I 89; Wartburg, Franz. etym. W. I 438; Zaccaria, Elemento iber. 57, 444).

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