Bordo1. — Ciascuno dei due fianchi del bastimento per tutta la sua lunghezza: Bordo dritto, Bordo sinistro.
— Lo spazio interno d'una nave o imbarcazione, circoscritto dalle murate.
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A bordo: sulla nave, dentro la nave.
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Fuori bordo: fuori della nave.
— Come sostantivo: la superficie esterna della parte emersa dello scafo.
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Bordo a bordo: dicesi di due galleggianti vicini e parallelamente disposti.
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Controbordo: di navi o imbarcazioni che percorrono cammini paralleli ma in opposte direzioni.
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Falso bordo: fianco di un galleggiante che, per difetto di costruzione, ha qualche parte della sua ossatura con curve un po' diverse da quelle delle parti corrispondenti sull'altro fianco.
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Nave d'alto bordo (ant.): galeoni e vascelli in cui la parte emersa dello scafo era altissima.
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Nave di basso bordo: avente la parte emersa dello scafo molto bassa.
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Bordo libero: in ogni nave mercantile, la misura dell'altezza del ponte principale sul livello del mare, quando la nave ha la massima immersione consentita dalla sicurezza della navigazione.
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Linea di bordo libero o di massimo carico: la linea di galleggiamento corrispondente alla suddetta massima immersione. Controllata dal Registro Navale.
— Con la voce Bordo si designa pure ciascuno dei percorsi compiuti da un veliero nel bordeggiare (navigare sui bordi).
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VIRARE o GIRARE DI BORDO; Viramento di bordo: v.
Virare.
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DAR BORDO (sec. XVI): far prendere alla nave un'altra direzione. (Imprese navali, 1588; spagn. Dar bordos: Zaccaria, Raccolta 129).
V. Bordeggiare, Bordata. Già usato nel 1715. (Jal 315).
— Nell'Introduzione all'arte nautica (Venetia, 1715) ai francesi Stribord e Basbord corrispondono i termini Bordo a dritta e sinistra. (Jal).
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(Bordo, usato dal Ségneri, anche per « margine », dal germ. bord, d'ugual senso. È dubbio se bordo sia un francesismo o uno spagnolismo: Bloch, Dict. étym. I 89; Wartburg, Franz. etym. W. I 438; Zaccaria, Elemento iber. 57, 444).