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Sfondo. — Dato dal Guglielmotti, per « Apertura della tolda per piantarvi l'osteriggio », ma non in uso.

Sfondrare. — V. s. Sfondare.

Sfondro. — « Piccolo stretto di mare fra due prominenze o montagne. Forma frequente nei fiordi della Norvegia ». (Corazzini). Non in uso.

Sforcare (Term. sec. XVIII). — Togliere l'àncora d'afforcamento e riporla nella nave. (Saverien).

Sfornellare (Term. sec. XVII). — Sfrenellare. (Pantera).

Sforzamento (di vele). — Termine dato dal Corazzini, ma non usato, per lo « Sforzare di vele ».

Sforzare (Term. sec. XV). — Spingere, far andare in una data direzione (una nave). Pulci (Ciriffo Calv. II 102): La prima nave Lione Spinetto Quanto più può verso i nimici sforza. — SFORZARE DI REMI: arrancare. (Guglielmotti). Non è in uso; si dice Far forza di remi. — SFORZARE DI VAPORE: dare il massimo corso alle ruote ecc., per raggiungere il sommo dell'impulso. (Guglielmotti). Non è in uso. — SFORZAR DI VELE (ant.): far forza di vele. (Stratico III 212). V. Navigare a gonfie vele.

Sforzato (Term. ant.): — Galera sforzata: remigata da soli condannati. (Guglielmotti). — Nave sforzata: armata di gran forza. (Guglielmotti). Il Guglielmotti non appoggia queste frasi con citazioni.

Sforzato (Term. sec. XVI, XVII). — V. Forzato (galeotto). (Citolini; Pantera, s. Scalco).

Sforzevole (Term. sec. XVI). — Di vento forte. Cristoforo da Canal, 1557 o '58: . . . con vento assai sforzevole di Maestro Tramontana. (Jal). (Cfr. ant. sforzevole « che fa forza »).

Sforzina. — Variante di Sferzina, data dal Guglielmotti.

Sforzino (Term. disus.). — Lezzino. (Stratico, I, Appendice; Parrilli; Fincati). Saverien: Sforsino.

Sforzo1: — Sforzo del naviglio: il lavoro, il travaglio d'un bastimento, durante la tempesta. — Sforzo di vele: il far forza di vele, per togliersi da un punto pericoloso. Frasi accolte dal Corazzini, ma sconosciute.

Sforzo2 (Term. ant.). — Esercito, o Armata. (Tommaseo e Bellini; Rezasco). V. Forzo (venez. ant.).

Sfosna (Bologn., ferrar.). — V. s. Fiocina.

Sfossigne (Venezia Giulia). — Fiocina. (Min. Agric., La pesca II 473).

Sfregamento. — Attrito. (Guglielmotti). Poco usato. V. Baderna; Cuscinetto; Difesa; Guardalati; Paglietto; Parabordo; ecc.

Sfregare. — Produrre attrito. — Sfregare degli ormeggi nelle bocche di rancio per i movimenti della nave prodotti dalla risacca o da altre cause.

Sfrenellare (Term. ant.). — Sciogliere i frenelli. (Poliziano). V. Sfornellare. — Verbo indicante il rumore che faceva la ciurma nel calare i remi in acqua per salpare. (Stratico).

Sfrido. — Nome dato nella Marina mercantile alle piccole perdite delle merci nel caricamento e nella discarica alla rinfusa. (Bardesono). — L'insieme dei frammenti dovuti a maneggio, trasporto, frazionamento, lavorazione, ecc. di taluni materiali. Frammenti che in taluni casi possono essere ricuperati ed utilizzati. — Negli arsenali a ogni fabbricatore o capo officina si dà uno Sfrido (calo) tra il ferro consegnato e quello ottenuto dalla lavorazione. C'è anche il verbo Sfridare. (D'Ayala). Questi vi sostituisce Calo e Scemare. — Verbale dei cali e sfridi: quello che viene compilato nelle ricognizioni periodiche ai depositi di viveri della R. Marina e viene poi sottoposto all'approvazione del Ministero.
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Quando i cali e sfridi rientrano nelle percentuali ammesse, il verbale giustifica le differenze in meno riscontrate nelle rimanenze di taluni generi alimentari. (Cfr. sicil. sfridu, fogg., nap. sfrido, sfriddo, bar. sfridde « calo », nel 1212 ffreddatura « calo, dell'olio » [Cod. dipl. bar. I]: Merlo, It. Dial. VIII 104, n. 5).

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