Pagina 93

Bordonâ (Genov.). — V. Bordonaro.

Bordonali (Venez. ant.). — Travi per le coperte delle navi, e da fare il timone (Garzoni 871). Anche Bordenal (v.). — Nel Bernabei (162) bordonari: legnami da coverte o palchi. (Guglielmotti). (Genov. bordonâ, pad. bordenale, vicent. bordonale « trave maestra », romano bordonale « trave grosso d'abete, da ponti »).

Bordonao (Genov.). — Casa d'alloggio per marinai. (Frisoni). (Storpiamento dell'ingl. boarding-house « dozzina, pensione », con avvicinamento a bordonâ [genov.: v.]).

Bordonaro1. — Nelle tonnare, il nome di due delle camere subacquee circoscritte da reti e tra loro comunicanti, nelle quali successivamente si fanno passare le frotte dei tonni provenienti dal largo: Bordonaro di levante e Bordonaro di ponente. Il primo anche Bordonaretto. (Parona). V. s. Camera (di ponente). Genov. Bordonâ, sicil. Burdunaru. V. Tonnara.

Bordoni (Term. ant.). — Le stelle affilate al cingolo e alla spada di Orione. Termine dei contadini e marinai, che dicono lo Zoppo (Sirio) tirare i bastoni alle Gallinelle (Plèiadi). (Guglielmotti). Nella campagna di Roma i Bastoni. (Bordone « bastone da pellegrino »).

Bordotto. — Termine della costruzione navale in legno. Chiodo quadro per le grosse tavole di fasciame (v.). — Bordottino: quello per le tavole più sottili. Genov. Bordetto, venez. Bordión. (Da bordo).

Bordura (Term. ant.). — Distanza tra una bugna e l'altra di una vela quadra, ossia tra i suoi angoli inferiori. Nelle latine la distanza tra l'unica bugna e le loro pedarole. (Corazzini). La voce oggi usata è Bordame.

Bòrea1 (Masch., un tempo femm., poet.). — Tramontana (vento). (V. Encicl. It. VII 465). V. Bòra.

Borello. — Piccolo cavicchio di legno, di forma leggermente tronco-conica, che serve per unire temporaneamente due corde terminanti ambedue con un occhio. Inserito uno degli occhi nell'altro, s'infila il borello nel primo. Stando le due corde in tensione, il borello rimane stretto ed impedisce ai due capi delle funi di separarsi. Per disunirli basta tirare il borello (si suol dire: spararlo) con un'apposita cordicella a cui è legato. (Bardesono). Anche Borrèllo, Burèllo. Ferrar. Baldón, genov. Beülo. V. Imborellare. (È il venez. borèlo, o burèlo, derivato dal pur venez. bora « pedale tagliato », scritto anche borra: Salvioni, Rev. Dial. Rom. IV 212. La derivazione da buro, affermata dal Guglielmotti, è malfondata, anche perché buro non esiste; esiste invece bure [femm.], in antico e nella campagna romana bura; buri dell'Alamanni ne è il plurale).

Borga (Mirand.). — Specie di cesta di vimini per pigliare i pesci lungo la corrente. — Sulle rive della Secchia (Emilia): cesta di vimini ripiena di sassi, posta agli argini del fiume contro l'erosione. V. Burga. (Atti Accad. Torino LXII 176).

Borgognone1. — Massa di ghiaccio galleggiante nei mari polari. V. Banchiglia. (Guglielmotti). V. Iceberg; Growler; Hummock; Ice-field. (Dal franc. bourguignon: Wartburg, Franz. etym. W. I 472).

Borignolo (Venez.). — V. s. Borìn.

Borìn (Venez.). — Vento mediocre di settentrione. Usato da D'Annunzio: Borino. — Borignolo: vento leggero di settentrione. Calmo (sec. XVI): Boresin. — Ancon. Borina: tramontanino. (Da bòra [v.]).

Borina1 (Term. ant.). — V. s. Bolina.

Borina2 (Ancon.). — V. s. Borìn (venez.).

Borinada (Venez.). — Tramontanata, bufera di tramontana. Ancon. Borinata. (Da bòra [v.], come portinàio da pòrta, cappellinàio da cappèllo, ecc.).

Borinata (Ancon.). — V. Borinada.

Borinetta (Term. sec. XVII). — Ciascuna delle quattro bolinette formanti assieme 42 passi (= 210 piedi) di cavo. (Crescenzio 83: Jal).

Borino. — V. s. Borìn (venez.).

| p. 92
p. 93
p. 94 |