Borosa. — Ciascuna delle cordicelle che in ogni vela, quando si prende una mano di terzarolo, servono a fare le legature più importanti, alle estremità del pennone o dell'antenna. Due per ogni mano di terzarolo.
— Il nome è esteso da taluni a designare i pezzi di corda con cui nell'inferire una vela si legano al pennone o all'antenna gli estremi della ralinga d'inferitura (borosa d'inferitura); ma è più propria la voce Inferitoio. (Bardesono).
(Parola veneziana. Il Boerio la dà con ò largo, ma la pronunzia comune marinaresca è Borosa [con ó stretto]).
Borra1. — Miscela di sego, vetro pesto e catrame, che si mette tra il legno della carena e la fodera di rame, per renderla più aderente e spianata, per impedire la corrosione delle brume, e per isolare i contatti galvanici tra la fodera di rame e le capocchie dei chiodi nello stesso bastimento. (Guglielmotti).
(Borra « robaccia per ripieno »).
Borra2 (Term. ant.) ("). —
Bòra (v.). È dato dal Petrocchi (s. Bora) e dallo Zingarelli, quale termine antico, ma esso non è attestato. Si tratta invece della forma Borra, che il Tommaseo cita da Prudenzio, e che è errore di stampa per Borras (lat.). Il Caro ha Bora. V. s.
Burrasca.
Borusi (Plur.). — Inferitori. (Jal; Corazzini ha per isbaglio Birusi). V.
Boròsa.
Bòsa. — Ciascuna di quelle maniglie di funicella, impiombate sulle ralinghe di caduta delle vele quadre per vari usi.
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Bose per le branche di bolina: tre per lato, destinate a ricevere nell'andatura di bolina i tre capi della branca di bolina.
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Bose per i terzaroli: in ogni lato, una all'estremità di ciascuna benda di terzarolo, destinata a ricevere la borosa rispettiva.
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Bose per i paranchini di terzarolo: in ciascun lato una, al disotto dell'ultima mano di terzarolo. (Bardesono).
Bòsforo (Term. ant.). — Passo, stretto di mare, che separa due continenti e mette in comunicazione due mari. (V. Guglielmotti; Tommaseo e Bellini; Petrocchi).
(Il nome rimase allo stretto tra l'Europa e l'Asia, già detto Bosforo tracio).
Bosmano (Term. I metà sec. XIX). — Nostromo. (Stratico). Registrato dal Boerio (1829) s. Nostromo.
(Franc. bosman [Jal; dal 1581]: dall'oland. medio bootsman: Valkhoff 67; Wartburg, Franz. etym. W. I 435. Ingl. boatsman «barcaiolo; [già] nostromo»; comune boats-wain).
Bossolo1 (Term. sec. XVI). — Bussola (la scatoletta, e la bussola stessa). (Ramusio, Garzoni [876], ecc.). Sul Mappamondo di Fra Mauro (sec. XV): Bozzolo. (Jal).
Bot (Franc. ant.). — Battello di costruzione olandese, di forma somigliante alla galeotta, e colla poppa come quella del flauto (v.). (Jal). Corazzini: Botto.
Bota (Basso lat., genov.). — Sorta di barca peschereccia. (Rossi, Gloss. lig., App. 215).
Bote (Masch.; spagn., portogh.). — Lancia, schifo.
Botea (Basco). — Canotto mezzano. (Jal). V.
Bote.
Bòtola. — Boccaportella. (Guglielmotti). Parola non marinaresca.
Botta di mare (Term. sec. XV). — Colpo di mare. (Querini [1431]: Jal).
Bottàglie. — Calzari di cuoio per camminare nell'acqua o nel fango. (Tommaseo e Bellini).
(Modic. botti «stivali», logud. botte « stivale », còrso botte « stivali », genov. buttinne « ghette »: dal franc. botte « stivale »: Bloch, Dict. étym. I 90; Wartburg, Franz. etym. W. I 657).
Bottame. — Quantità di botti imbarcate.
Bottarga (Dal 1561). Anche Pottarga, ant. Botarga, Buttarega, Buttagra, Buttaraga, Bottarica. — Sorta di caviale d'ova di muggine, salate, pigiate fra due assi, e seccate al sole. Franc. Boutargue, Botargue.
— Sicil.
Butàraca: l'ovaia del pesce, seccata al fumo o al vento. (Nicotra).
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(Dall'arabo batrah, plur. batārih: Studi Glott. III 249; Bloch, Dict. étym. I 96; Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 274).