Sopraccarico2. — Persona imbarcata sopra una nave che trasporta un carico di speciale importanza, e alla quale l'armatore o il caricatore affida la custodia del carico e la relativa responsabilità. (Tommaseo e Bellini; Piquè; Bardesono).
— (Disus.) Agente del proprietario del carico d'una nave di commercio, imbarcato per amministrarlo e fare le operazioni di commercio che si rendono necessarie per compiere una buona speculazione commerciale. (Fincati, Laugieri: Sopracarico). Genov. Sorvecàrego.
(V. Subrécargue, it. Sopra-carico, nello Jal; Stat. genov., sec. XVI: Supracaricarius; Sopraccarico in L. Salviati e Sassetti).
Sopraccassa. — Termine con cui il Guglielmotti rende Sopraccascio, ma non dell'uso.
Sopracchiglia. — Voce registrata dal Guglielmotti per « Controchiglia », ma non usata.
Sopraccollo. — Sopraccarico. (Guglielmotti). Non è in uso.
Sopraccolomba (Term. ant.). — Voce che rende un venez. Soracolomba. (Corazzini). Jal: Sopracolomba.
Sopraccomito (Term. sec. XIV-XVII). — V. s.
Còmito. (V. l'articolo Sopracomito nello Jal, e quello nel Tommaseo e Bellini). Serdonati, Bembo: Sopraccomito, Segni: Sovraccomiti veneziani; in autori veneti in genere Sopracomito. Così anche nel Chinazzo (728). Supracomitus in un decreto venez. del 1337. (Jal). Garzoni (874): Sovra comito.
Sopraccomune. — Di marea, vento, tempesta fuori dell'ordinario. (Guglielmotti). Non è in uso. Si direbbe di forza, intensità eccezionale; ma non sono espressioni specifiche.
Sopraccoperta1. — Coperta superiore alle altre: la tolda. (Guglielmotti).
Questa spiegazione significa: Ponte di coperta, che sulle antiche navi era sempre il ponte superiore agli altri (Tolda non si usa); ma in questo senso non si usa. Garzoni (872): la sopra coperta.
Sopraccorda (Term. ant.). — Corda che si mette sopra altra corda. (Doc. tosc.: Guglielmotti).
Sopraccorrente. — Corrente superiore alle altre, in sezioni orizzontali distinte. (Guglielmotti). Non è in uso; spiegazione poco chiara. Forse Corrente superficiale, per distinguerla dalla corrente degli strati inferiori, che può avere una velocità inferiore e talvolta anche un senso contrario.
— Qualifica della sezione superiore di un alveo a monte, in rapporto con quella inferiore a valle. (Guglielmotti).
— Massa d'acqua che straripa. (Guglielmotti). Non risulta in uso.
Sopraccorrere (Term. ant.). — Dei fiumi che, traboccando, si spandono all'intorno. (Tommaseo e Bellini).
Sopraccorsia (Term. ant.). — Parte che sta al di sopra e in rinforzo di corsia. Anche Sopracorsia. V. s.
Quartiere. Crescenzio (34): ... dalle bande della sopracorsia.
—
ANDARE, ESSERE, STARE SOPRACCORSIA: lungo il palco di corsia.
Sopraccorso. — Corso superiore di ogni corrente. (Guglielmotti). Non risulta in uso. Non si comprende se si riferisce alla corrente dei fiumi, nel quale caso significherebbe « Corso superiore, a monte », ovvero alle correnti marine nel senso di « Corso superficiale ».
Sopraccosta. — Costa di rinforzo alla costruzione. Data dal Guglielmotti, che vi fa corrispondere Contraccosta. Non sono dell'uso.
Sopracoperta. — Sul ponte di coperta. Più comunemente In coperta. (Bardesono). Guglielmotti: Sopraccoperta.
Sopra corda (Term. sec. XVI, XVII). — Cinta interna della galea, posta al di sopra della Corda. (Crescenzio: Jal). Garzoni (872): Sopra corde.
Sopracqua1. — Ponte che sta sopra e forma il pelo dell'acqua. Dato dal Guglielmotti, ma è parola non usata. V.
Sottacqua.
Sopracqua2. — Al di sopra della superficie dell'acqua. Tommaseo e Bellini: Sopr'acqua. Andare, Essere, Stare, Tenersi, Venire sopracqua. Anche Fuori acqua.