Bottazzo1 (Term. ant.). — Sovrapposizione di legname ai fianchi di un bastimento, mal costruito, per maggior fortezza. Anche Bottaccio. V. Controfasciame. (Guglielmotti).
— Venez.
Botazzo: ala di deriva formata di tre tavole l'una sopra l'altra, che ha la forma d'un suolo da scarpa, usata per andare alla bolina. (Boerio).
(Bottàccio « bacino d'acqua per mandar mulini od opifici ». Può essere un cassone, o una gran botte: v. Botte, II art.).
Botte1. — Già unità di misura per la stazza delle navi corrispondente alla nostra tonnellata, valutata 3000 libbre.
Secondo Stratico, e nel sec. XVI di 2000 libbre. Quella francese di 500 libbre. (Jal).
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Botte (veneta), presso il Simoneta (1449: Zaccaria, Raccolta 294).
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Botti candiotte: misura di capacità delle navi, di 28 piedi cubici, già usata dai Veneziani, dopo le anfore. (Corazzini).
Botte2. — Canale costruito in modo che dia sfogo all'acqua passando sotto il letto d'un altro corso d'acqua. Anche: Ponte-canale. (Riv. Geogr. It. XV 154).
— Ripa alla quale s'accosti molto il filone d'un fiume, nella parte concava della curva di questo. (Guglielmini).
— Sic.
Vutti: bottaccio. (Cfr. Pieri, Topon. Arno 334).
Bottera (Comasco). — Rete di canapa, con maglie strettissime, in due ale lunghe ciascuna un otto braccia (fomite di funi di scorza di tiglio), che termina in una rete a foggia di gran sacco. Alla sua bocca è legato un otre. Piglia pesci d'ogni sorta, anche piccolissimi, ma più di tutto usa per ghiozzi e bottatrici. Nominata anche nel 1575 c. Anche Netafónd. (Monti). V.
Bugiàz (comasco).
Bottiglie (Term. ant.). — Ornamenti, che terminavano a cul di lampa, per arrotondare la poppa d'una nave. L'interno di esse serviva di latrine per gli ufficiali della nave, e le immondezze cadevano in mare per tubi di piombo. (Boerio). V.
Giardinetto. Franc. Bouteille: cesso nei bastimenti.
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False bottiglie: ornamenti dei navigli piccoli. (Corazzini).
(Jal, s. Bouteille: dalla forma dell'ornamento, somigliante alla metà d'una damigiana)
Bottolere (Plur.; venez. sec. XV). — Rete da
bòtoli (cefalo che non oltrepassa l'anno) " (C. 1477: Mariegola 19).
Bottone1. — Nodo che si pratica ai cavi per fermarvi il cappio. (V. Guglielmotti; Jal). V.
Pomo.
— Pallottola di stoppa che si pone a volte in una vela e che si lega e si stringe esteriormente per bene tutt'attorno, in modo di farne un bottone, e serve a offrire buona presa per afferrare facilmente e tirare la tela contro l'albero allorquando si serra la vela. (Fincati).
Bottoni (Term. sec. XVII). — Maimoni. (Crescenzio: Jal, s. Bottono [!]). Forse errore per Bittoni.
Bova (Venez.). — Callone (v.).
— Steccata, lavoro fatto a traverso dei fiumi, per mandar l'acqua ai mulini, e fabbricati.
— Luogo d'uscita d'un emissario, o scaricatore.
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Cateratta (v.).
(D'origine sconosciuta: cfr. Prati, Studi Trentini II 58-60; Serra, Dacoromania III 957-'8).
Bovo. — Piccolo bastimento da carico a due alberi verticali: quello di maestra a calcese con vela latina, quello di mezzana piccolo e molto a poppa, con randa, o vela latina; con albero di bompresso, fornito di vari fiocchi. Tipo d'attrezzatura oggi in disuso. Cfr.
Boò "
Bòvolo de condanai (Venez. ant.). — Branca di remeggio. V.
Branca.
(Venez. bòvolo «chiocciola», venuto qui a significare « gruppo »).
Boyer (Franc. ant.). — Piccolo bastimento olandese. (Jal). V.
Boeier (oland.).
Bòzza. — Pezzo di fune, o di catena, fissato con un'estremità a un punto fermo, in prossimità del passaggio di una manovra o di una catena in lavoro; con l'altro capo serve a trattenere questa temporaneamente
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(abbozzare), evitando che si perda quel che si è tirato, quando, cessata la trazione, si debba dar volta definitivamente alla manovra o catena. (Bardesono).
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Bozza in cavo: semplice pezzo di cavo, lungo circa un metro e mezzo, impiombato con un capo a un anello del ponte (spina o golfare). L'altro capo serve per fare su di una manovra corrente la legatura temporanea detta sopra.
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Bozza volante: come la precedente, ma non fissa, e munita di un gancio per potersi agganciare dove occorre.
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Bozza a piè di pollo: serve per abbozzare una catena d'àncora. È un breve pezzo di grosso cavo fasciato, terminante con un piè di pollo formato con i suoi legnoli, al quale è legata una corda più sottile (barba) con cui si fa la legatura alla catena.
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Bozza in catena o a scocco: pezzo di catena ammanigliato a un grosso anello fissato al ponte, il cui capo libero termina con un gancio chiudibile, atto ad abbrancare una maglia di catena d'àncora. Serve a trattenere temporaneamente la catena dell'àncora affondata. Per togliere la bozza, basta aprire il gancio con un colpo di martello.
—
Bozza rompente: legatura provvisoria che si fa con un pezzo di vecchia corda su di un ormeggio che debba filarsi fuori bordo; ciò allo scopo di frenarne la velocità e impedire che esso si tenda di botto con pericolo di spezzarsi: prima che ciò avvenga sarà la bozza a rompersi.
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Bozza del pescatore:
piccaressa (v.).
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Bozze delle imbarcazioni: lunghi pezzi di corda impiombati alle estremità delle grue di ogni imbarcazione. Servono per abbozzare i tiranti, quando, essendosi alzata l'imbarcazione, si deve dar volta ai tiranti medesimi.
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Bozze delle lance: all'estremità di ognuna delle grue delle imbarcazioni, è solidamente fissato un pezzo di corda che serve per abbozzare il rispettivo paranco dopo che si è alzata l'imbarcazione. V.
Abbozzare. A tali corde si dà il nome suindicato. (Bardesono).
(Bòzza [Doc. tosc.; Pantera, 1614; ecc.], franc. bosse, fa parte d'una numerosa famiglia, cui spetta pure il romano bòzzo « bernoccolo »: Salvioni, Romania XLIII 376; Merlo, It. Dial. V 96, n. 4. Bòzza, bozzèllo, bozzàcchio, con zz dolce, dati dal Pianigiani [Vocab. etim.] sono errati).