Spalare. — Dicesi dei remi. V. s.
Remo.
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SPALARE BENE I REMI: v. s. Voga secco !, s.
Secco (III).
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Spala!: comando ai rematori di far sollevare le pale dei remi dall'acqua. Parrilli (1847): Spala i remi !
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Spalarsi: di naviglio a remo. « Essere tratto dal vento, dalla corrente, o dal mare, lungi dal segno ove egli sforzasse colla pala dei remi ». Significato, altrimenti sconosciuto, dato dal Guglielmotti.
Spaldum (Basso lat., genov.). — Fortificazione fatta con legnami, per mettere al coperto le galee. Ann. genov. (Bartol. Scriba): Et puppes galearum volvens de versus exercitum Januae, proras cujuscumque ipsarum, in quantum potuit, trahens ad ripam Savonae cum spaldis antennarum et arborum positis in mari, et cum bricolis erectis in muris Savonae . . . (Jal).
Spalettare (Term. disus.). — Smontare le pale delle ruote d'un piroscafo. (Laugieri).
Spalla1 (Term. ant.). — Posto tra l'una e l'altra parte della poppa, tra essa e il remigio, dove erano le scalette per montare in galea. (Pantera, 1614). Anche nel Crescenzio. Franc. Espale. (V. Jal).
— Risalto delle conocchia (noce) degli alberi. (Guglielmotti). Non è in uso; si chiama Dente.
— La parte del timone che trovasi posteriormente all'asse. (Guglielmotti). V.
Rovescio del timone. Anche Dorso del timone.
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Spalle (ant.): i su e i giù del capo di banda sulle linee del casseretto, e del castello di prora dei grandi bastimenti da guerra di tipo antico. (Laugieri).
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Spalla d'un cannone: la sporgenza del ringrosso di culatta. (Petrocchi). Poco usato; nei cannoni moderni si chiama Giacchetta.
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Spalle della nave (ant.): parti esterne dallo sperone verso le sàrtie di trinchetto, dove la prua acquista una certa larghezza di fondo, che sostiene il vascello nell'acqua. (Stratico). Spalle anche nel Saverien (1769).
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Spalla (ant.): ciascun risalto dell'opera morta, e sui castelli. (Guglielmotti). V. anche Parrilli.
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Listone di spalla: v. s.
Listone.
Spalla2 (d'un fiume). — Quantità proporzionata di terreno dall'una e dall'altra parte, nella quale non è lecito ad alcuno di lavorare. Termine degli idraulici. (Tommaseo e Bellini).
Spalleggiare. — Aiutare. Navi da guerra che in un bassofondo devono spalleggiare lo sbarco. (Petrocchi). Non è in uso.
— Come i rematori, i quali, guardando verso la poppa della nave, pur sospingono avanti la prua, acciò la foga dell'acqua, che le corre intorno per lo spalleggiare delle percosse de' remi, l'aiutino a moversi per lo innanzi, così quelli . . . (Adriani, Plutarco volgar. sec. XVII: Tommaseo e Bellini).
Spalliera1. (Term. ant.). — Ponticello collocato a poppavia delle posticce, e sul quale mettevano capo le scale del bordo, che servivano a entrare in galea. (Parrilli).
— La piazza davanti alla camera di poppa. (Guglielmotti). Sconosciuto in tale senso.
— V.
Capomartino, e s.
Castellare.
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Schienale (v.).
— (Di una lancia): appoggio alle spalle al luogo del padrone della lancia, schienale. (Stratico).
— (Sec. XVII) I primi banchi della galea, vicini alla poppa. (Crusca, stampa del 1612). « . . il banco dei rematori il più vicino alla poppa. Alcuni scrittori dànno un'altra definizione di questo termine. È adunque secondo costoro quello spazio vicino alla poppa della galera, dalla scala fino al primo banco, e che è separato in due parti dal tabernacolo, opposto alle raccolte ». (Saverien).
Spallieri (Term. sec. XVII, XVIII). — I vogavanti dei remi delle spalle. (Pantera, Crusca, 1612). Anche nel Crescenzio (Jal), che ha pure Spallier vogavante: il primo che voga il remo verso Corsia (96). V. Capo-voga, s.
Capo;
Portolatto.
Lo spalliere, che teneva l'intestatura del remo e che dava il moto agli altri rematori, doveva essere forte e robusto, essendo obbligato ad alzarsi e sedersi ad ogni remata. (Saverien). La voce è pure nello Stratico.
Spallina. — Ornamento e distintivo di grado consistente in una specie di scudo di metallo dorato con frange, che gli ufficiali portano indossando la gran divisa invernale, o la divisa di gala invernale.
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Lo scudo consta di 3 parti: una verso il collo, liscia con fregio di argento, eguale per tutti i corpi e gradi, formato da un'ancora sormontata da corona reale e caricata di una stelletta a 5 punte, il tutto fra rami di alloro; una parte centrale a squame; una parte esterna con uno, due o tre giri in rilievo, a seconda del grado, ad angolo curvo per gli ufficiali superiori, lisci per gli ufficiali inferiori. Nella parte centrale fra i giri e le squame è applicato un fregio di argento che distingue il corpo. Per gli ufficiali di vascello e per quelli delle capitanerie di porto: cifra reale su scettro, affiancata da due ancore e gomene. Per gli ufficiali del genio navale: corona d'alloro contenente l'elmo con ascia e martello. Per gli ufficiali delle armi navali: corona d'alloro contenente l'elmo con cannone e siluro incrociati e sei frecce elettriche. Per gli ufficiali medici e chimici-farmacisti: il caduceo. Per gli ufficiali commissarii: la corona di alloro. Per gli ufficiali del C. R. E. M.: nessun fregio.
Le frange degli ufficiali superiori sono costituite da due file di vermigli; quelle degli ufficiali inferiori da tre file di tortigli lisci.
Gli ufficiali ammiragli e generali invece delle spalline portano dei nodi in tortiglio d'oro intrecciato.
I capi di 1a classe portano con la gran divisa spalline costituite da una piastra liscia, ornata a rilievo, da cui pendono frange formate da due giri di cordoncino di seta azzurra e da un giro esterno di fili di argento dorato.
I sottufficiali di grado inferiore al capo di 1a classe portano con la gran divisa, invece delle spalline, dei nodi intrecciati di fili di seta azzurra e di argento dorato.
Fincati: Spalline; Guglielmotti: Spallini (non usato).