Spalmare. — Lisciare e stendere il pattume sulla carena di un bastimento in legno, nella parte dello scafo che va sotto acqua. (Petrarca; Sassetti; Crescenzio; Ségneri, ecc.: Tommaseo e Bellini; Saverien; Jal, s. Spalmament). V.
Imbrumare,
Impeciare;
Impegolàr;
Pegâ;
Bianco;
Bruma.
Spalmata. — Spalmamento. (Guglielmotti).
Spalmatore1. — Chi spalma. (Fanfani).
— (Ant.) Chi era impiegato a racconciare il bastimento, e che lo doveva esaminare sera e mattina, ecc. (Saverien).
— (Ant.) « Nome che si dà ai luoghi per natura o per arte acconci a spalmare e a dar carena ai bastimenti » (Guglielmotti). Plur. anche Spalmadori. Il Guglielmotti non dà citazioni.
Spalmatore2. — Strumento adoperato a spalmare. (Fanfani). Se ne distinguevano 4: Spalmatore ordinario, semplice, a punta, doppio. (Saverien). Non in uso.
Spalmatura. — Lo spalmare.
— Spalmo. (Crescenzio 114).
— Spesa della spalmatura.
—
Bratto-spalmatura (sec. XVIII): « Composizione di gomma, o di resina e d'altre materie attaccaticce e glutinose, le quali formano un corpo duro, secco e nericcio, il quale serve a calafattare, e a riempire le giunture delle tavole delle bordature d'un vascello. Distinguonsi due sorti di bratto, uno liquido e uno secco ». (Saverien).
Spalmèo (Venez.). — Spruzzo. Spargimento di gocciole minutissime a guisa di pioggia, prodotto dall'onda del mare nel rompersi.
Spalmo. — Pattume. (Stratico).
Spannare (Term. sec. XIII). — Far servire la panna. Rimettere in cammino la nave. (Pier delle Vigne, 1190-1249: in Rime ant.: Tramater; Tommaseo e Bellini).
(Questo spannare prova l'antichità di panna [v.] in Italia).
Spantalupo (Term. sec. XVI). — Spiegato con « Solano » (Zaccaria, Elemento iber. 504), rende lo spagn. Espantalobos della tragicommedia Celestina.
Sparare. — Si usa nel linguaggio comune per tirare, far fuoco, con un'arma da fuoco.
Sparavera (Parm.). — Mezzaluna del timone.
(Dal parm. sparavér « sparviere, del muratore », per la somiglianza).
Sparcina (Basso lat., genov.). — Corda di sparto per ormeggi. (Stat. genov., 1441: Jal; Rossi, Gloss. lig. 93). Anche Sparzina (1268, e nel Capitolar della Tana venez.,
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1321: Jal), Sparsina (ivi, 1365: Jal, s. Refudio).
(Franc. espercine: dal lat. sparteus « di sparto »: Vidos, Rev. Ling. Rom. IX 325).