Bracciolo1. — Pezzo di legno o ferro, a due rami, formanti un angolo più o meno aperto, usato per rafforzare le ossature delle navi nei punti dove i pezzi di costruzione si congiungono ad angolo. Particolarmente importanti sono quelli che legano le teste dei bagli, e quindi i ponti, ai fianchi della nave (braccioli dei bagli). (V. Jal, s. Bracciolo e Braciolus). V.
Chorbatona (venez. ant.), e s. Frisetti,
Poppavia,
Prora.
—
Braccioli verticali: quelli collocati in modo che il ramo superiore risulti orizzontale e quello inferiore verticale. Così sono posti i braccioli dei bagli.
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Braccioli cappuccini: quelli collocati nella posizione contraria alla precedente.
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Braccioli orizzontali: quelli disposti con i due rami su d'un piano orizzontale.
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Braccioli del tagliamare o Delfini: sulle navi in legno, i braccioli che legano la parte superiore del tagliamare alla prora.
— In Corsica i
Breccioli sono le coste d'un bastimento.
Bracotto1. — Pezzo di cavo fasciato, talvolta piegato a doppino, di cui ciascun capo forma un occhio provveduto di radancia. Serve per la sospensione di paranchi e per altri usi. Anche Pènzolo. Triest. Bràgolo.
—
Bracotti o Penzoli delle aste di posta: quelli sospesi alle aste di posta, alle cui estremità le imbarcazioni legano le loro corde d'ormeggio (barbetta).
(V.
Bragòtto. Da
braca [v.]).
Bragagna. — V. s.
Bargagno. Bragagna anche malt. (non mal., come ha lo Jal).
— Barca a tre alberi destinata alla pesca in mare, grande come il bragozzo, con ordigni e reti proprie (Boerio: Corazzini).
— Rete a strascico, lunga circa metri 12.50, col ritroso, usata nella pesca dai Chioggiotti. (V. Ninni, Modelli 20).
— Istr., triest.
Bragagna: degagna. (Ive, I dialetti dell'Istria 148).
V.
Cogolaria;
Degagna; Paranzella.
(V. s.
Bragòzzo).
Bràgola (Istr.). — Lenza di crino o di spago. (Ive, I dialetti dell'Istria 148) Cfr.
Bràgolo (triest.).
Bragôto (Venez.). — Rete fatta come la sciàbica (trata), ma di maglia più fitta e spago più grosso, usata per pescare muggini, orate, ragni e anche anguille nei bassi fondi, maneggiata da dodici uomini. (Boerio; Ninni, Modelli 22). Detta anche Strazzìn da fòssa.
Secondo il Corazzini, col Bragotto si pesca il pesce novello, detto Novellame, in primavera, per poi gettarlo nelle valli.
(V. s.
Bragòzzo).
Bragòtto. — Fune colla quale s'imbragano gli alberi delle gabbie per la gola della loro rabazza, a fine di prevenire i funesti effetti della spezzatura del cavo-buono, allorché si ghindano o si sghindano. (Fincati). V. Braca da ghindare. (V. Jal, s. Bragotto, franc. ant. Bragot).
(V.
Bracòtto. Da braga: cfr.
braca).
Bragozzo. — Barca adriatica da pesca, pontata, di forme rotonde, falcata nei bordi, con prua alta e rigonfia; due alberi con vele a terzo e asta di fiocco con uno o due fiocchi. Molto pittoresca per le sue decorazioni a colori e le vele rossastre. Anche Baragozzo, Bracòzzo, Bargòzzo. (Guglielmotti).
— Tipo di rete a strascico usata nell'Adriatico, più piccola della cocchia, che viene rimorchiata da una sola barca.
(Bragòzzo, Bragagna, Bragagno, Bargagno, risalgono di facile a barga « barca », attestata dal secolo IX [Du Cange], da cui il franc. barge « chiatta con vela quadrata; piroga da guerra »: Wartburg, Franz. etym. W. I 251. Il nome dovette poi essere passato alle rispettive reti, per quanto riguarda
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bragòzzo e bragagna. Il venez. bragòto [v.] consiglierebbe però ad ammettere il caso contrario, visto che non esiste un *bragòto « barca »; ma la rete non entra affatto nel bragagno, che è pure d'origine veneziana e la cui forma it. bracagna [se sicura] è certo un rifacimento letterario, come bracòzzo di bragòzzo. Da scartare è la derivazione da braghe [venez.] « calzoni », per una somiglianza che possa essere tra queste e la rete, e la connessione, supposta dal Guglielmotti, di bargagno, bargagnare coll'it. ant. bargagno « pratica; trattato », bargagnare « patteggiare; star sul tirato ». [V. Zeitschr. Rom. Philol. XXXVI 582; Schiaffini, It. Dial. IV 303-305]. Si potrebbe supporre che bragagna sia dall'ant. bragagna « contrattazione; acquisto » dei secoli VIII e IX, in vista di negosso e negossa [v.], derivanti da negōtium, ma non è da staccare dagli altri termini affini. [Cfr. anche venez. bragagnàr o bragolàr « brancicare »]. Il genov. ant. barcalio, ordigno da pesca [v.], venne da barca forse per la sua forma).