Stentarolo (Term. sec. XVII). — Travicello che si appoggiava alla corsia e sosteneva la forbice dalla poppa. (Pantera; Crescenzio; Tommaseo e Bellini). Basso lat.: . . . cohoperte munite de stantaroliis. (Atto del 1248, Genova: Jal). L'Oudin (1663) ha: Stentaruolo — estenterol, e Stentarolo s. Estanterol e Estenterol. V.
Puntaletto.
— Il Veneroni (1709) traduce Stentaruolo con « Eventerol, banderole ».
(Franc. antiq., spagn. estanterol. Da
stante [v.], dato l'ant. stantarolium. Cfr. comel. stantarèl « carruccio »: Tagliavini, Arch. Rom. X 171; cfr. Salvioni, It. Dial. XIII 48).
Sterilizzatore. — Apparecchio per la sterilizzazione dell'acqua potabile, interposto tra le casse d'acqua di deposito e quelle distributrici. Quelli più usati sono chiamati Ozonizzatori, perché provocano una miscela di acqua e ozono.
Sterliniere (Term. ant.). — Gabelliere genovese. (Rezasco).
Sterlino (Genov.). — Rotella di rame o di legno, che si consegna ai facchini in Genova, quando caricano qualche oggetto, per controllo dell'ufficio di dogana. (Rossi, Gloss. lig. 127; v. Rezasco).
(Dall'ant. sterlino, moneta).
Stermo (Venez. sec. XVI). — Schermo. (Jal). Facile sbaglio per Scermo (= Schermo).
Stesare. — Allentare le manovre tesate; contrario di Tesare. (Guglielmotti). Poco usato; in taluni casi si dice Cioccare.
Stesi di macchie (Tarant.). — Fascinotti di lentisco (in dialetto macchie), privati delle foglie e legati, ad intervalli di qualche metro, a lunghi e resistenti libani sostenuti da pali, in modo da formare dei filari sommersi in acqua nel Mar Grande di Taranto, a guisa di pergolato, ai quali vanno a fissarsi le larve abbandonate dalle ostriche in acqua. (Min. Agric., La pesca II 372).
Stiassa (Genov.). — Risacca. (Jal).
— Maretta. (Frisoni).
Sticcare (Term. disus.). — Orzare a raso. (Fincati).
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Non sticcare! (disus.): comando al timoniere di non orzare.
Stigliero (Term. sec. XVI). — Cantiere. Arsenale. (Ramusio: Zaccaria, Elemento iber. 369). Dallo spagn. Astillero (portogh. Estaleiro).
Stiglione (Term. disus.). — Cuscinetto. (Parrilli).
Stilata. — Per errore si suol dire Stilata una nave stellata, secondo il Fincati (s. Stellata).
Stile1. — Abetella. Garzoni (871): Stili, Stili del balador.
Stile2. — Nome generico di tutti i pezzi dritti verticalmente posti, che si adoperano nelle costruzioni navali, come i pezzi che portano e formano le paratie e separazioni della stiva (Stratico). Poco usato. V.
Stante.
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Stili: scalmotti. (Fincati). Poco usato.
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Stile delle battagliole: candelieri. Poco usato.
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Stili (della batteria) (ant.): pezzi di legno verticali molto distanti tra loro, che fanno parte della batteria dei bastimenti mercantili. Franc. Montans de la batterie. (Tonello).
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Stili delle bitte: non è in uso nel senso indicato dal Corazzini, il quale rinvia a Bitte del mulinello.
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Stile del capo di banda: scalmotto. (Corazzini). Non è in uso.
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Stile del forno di poppa (ant.) (Corazzini). Forse Scalmi di poppa.
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Stili di poppa: i due scalmi di poppa più vicini al dritto di poppa, uno da una parte ed uno dall'altra. Fra di essi, immediatamente a poppavia del dritto, ha passaggio la testa del timone attraverso la losca. (Stratico III 213; Russo).
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Stile del quadro (di poppa): scalini di poppa. (Corazzini). Non è in uso.
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Stile di tesa scotta: non è in uso nel senso indicato dal Corazzini, il quale rinvia a Bitte di pazienza.
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Stile della volta di poppa: scalmi di poppa. (Corazzini). Non è in uso.