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Stirichio (Term. ant.). — V. s. Stirice.

Stiro. — « Allungamento che un canapo nuovo fa sotto la forza della prima tensione, finché tutte le fibbre siensi messe in stato di attività. Necessario ad esser preveduto nell'attrezzatura delle manovre ferme ». (Parrilli; Guglielmotti). — Stiro di un canapo: « sforzo fatto sopra un torticcio nuovo, o coll'àrgano o col paranco per obbligarlo a distendersi tanto, che tutte le fibbre delle canape entrino in egual tensione; ciò perché lo sforzo corra (quando dovrà usarsi) da tutto il commesso e da tutte le sue parti: come pure perché nell'essere raccolto non abbia a fare torsione sopra sé stesso, né gambetti, né ruffelloni. Al cavo piano non occorre tale operazione ». (Guglielmotti).

Stiva. — Spazio interno della nave compreso tra il fondo e il primo ponte a cominciare dal basso. — Ciascuno dei locali in cui è suddiviso, per mezzo di paratie, lo spazio suddetto, e che vengono distinti o da un numero progressivo, o dalla ubicazione (di prora, di poppa, ecc.) o dalla natura dei materiali destinati a contenere. Nelle navi mercantili da trasporto i locali più importanti, dopo quelli dell'apparato motore, sono le stive. I boccaporti delle stive debbono essere sufficentemente ampi e bene situati e in prossimità di essi debbono aversi mezzi d'imbarco e sbarco delle merci abbastanza rapidi e potenti. Le stive delle navi destinate espressamente a trasportare carni fresche, frutta, ecc. hanno un impianto di refrigerazione artificiale. — La quantità stessa della merce stivata. (Zito). Non è in uso. V. Stivaggio. — (Sec. XVI) Peso che si mette in fondo alla nave. Consol. mare: Se alcuni mercanti metteranno nella nave o nel navilio stiva di botte, o vettine vôte per portare ad alcuna parte, se la stiva anderà integra . . . , sia in libertà del padrone della nave o navilio di ricevere quel nolo che gli piacerà. (Tommaseo e Bellini). — (Sec. XVIII) Giusto contrappeso dato a ciascun lato del bastimento, per bilanciare il suo carico in modo che non pesi o non penda più da un lato che dall'altro. (Saverien). — Stiva centrale: sulle antiche navi a vela, quella sotto il boccaporto di maestra. (Zito). Oggi ha un significato più generico, ma poco usato, giacché le varie stive vengono generalmente distinte con un numero progressivo a cominciare da quella di prora. — Stiva a doppio fondo: sulle antiche navi, stiva in mezzania della nave per la zavorra d'acqua. (Corazzini). Oggi ha un significato più generale e cioè: Stiva di una nave munita di doppio fondo, giacché questa struttura si estende generalmente al di là della stiva centrale. — Stiva ferma (ant.): casse di ferro nella nave per l'acqua potabile. (Encicl. It. VI 151). V. Stiva volante. — Stiva delle gomene (ant.): quella in cui si tenevano depositati i cavi. (Corazzini). Il Parrilli ha invece Stiva degli ormeggi. Oggi si chiama Cala del nostromo. — Stiva grande: quella di maggiori dimensioni. — Stiva inferiore: sulle navi fornite di ponte di mezza stiva, lo spazio sottostante al ponte stesso. (Parrilli, 1866). — Stiva di mezzo: centrale. (Laugieri). Poco usato. — Stiva n. 1, n. 2, n. 3, ecc.: sulle navi mercantili da trasporto fornite di varie stive, queste vengono distinte con un numero progressivo a cominciare da quella di prora. — Stiva degli ormeggi (ant.): v. Stiva delle gomene. — Stiva pesci: con fori nella carena, sui motopescherecci, per la conservazione, nei pozzi di stiva, del pesce vivo pescato. V. Vivaio. — Stiva di poppa: quella situata nella parte poppiera della nave. (Parrilli). — Stiva di prua, di prora: quella situata nella parte prodiera della nave. (Parrilli). — Stiva del vino: locale nel quale sono sistemate le botti per la provvista del vino, sia sulle navi mercantili sia su quelle da guerra. (Parrilli).
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Stiva volante (ant.): botti che si mettevano nelle barche per portare l'acqua potabile a bordo della nave. (Encicl. It. VI 151). — V. Guardastiva. — Ali della stiva (ant.): le parti laterali della stiva e il corridoio accanto ai lati. (Zito). — Bagli di stiva: quelli del ponte di mezza stiva. (Laugieri). — Boccaporti delle stive: v. s. Boccaporto. — Capo stiva: v. s. Capo. — Correnti di stiva: rinforzi longitudinali superiori a quelli del ginocchio. (Corazzini, s. Stivatore). Il vocabolo Corrente (v. p. 202) è adoperato anche nelle costruzioni in ferro. — Fondo di stiva: v. s. Fondo. (Stratico). — Gallerie della stiva: i suoi passaggi laterali interni e nei fianchi della nave. — Ombrinale di stiva (nelle antiche navi in legno): v. s. Ombrinale. — Pagliuolo della stiva degli ormeggi (ant.): v. s. Pagliuolo. — Paranco di stiva: v. s. Paranco. — Piano di stiva superiore: quello costituito dal ponte di mezzo stiva. — Piano di stiva inferiore: soprapposto alle sentine. Anche Piano di sentina. — Ponte di mezza stiva: v. s. Ponte. — Profondità della stiva: v. s. Profondità. — Puntale della stiva: v. s. Puntali. — Puntello di stiva: v. s. Puntelli. — Serretta di stiva: v. s. Serretta. — Scala della stiva: per accedere ai locali della stiva. — AGGIUSTARE LA STIVA: stivare. V. s. Aggiustare. — APPOPPARE LA STIVA: caricare la stiva più dalla parte di poppa. — APPRORARE LA STIVA: caricar la stiva più dalla parte di prua. — DÂ A STIVA (genov. disus.): legare un marinaio colpevole di qualche fallo al capo d'un'antenna, e tuffarlo più volte in mare. (Olivieri; Casaccia). Dare la cala. V. Cala. Dare la stiva nel Bosio. (Guglielmotti). — (Sec. XVII) ESSERE IN ISTIVA: di nave il cui carico acconciamente disposto la rende bene stivata. (Crescenzio: Tommaseo e Bellini). — (Sec. XVII) LEVARE DI STIVA: modificare, disturbare l'assetto della nave. Pantera (1614, p. 215): Se la gente starà in piedi, o, come dicono, in bricollo, e andarà caminando, ora in una parte, e ora in un'altra, senza dubbio la levarà di stiva, e le ritardarà il viaggio, anzi la metterà in giolito, cioè la travagliarà, or da una parte, e or dall'altra, e molto più, quando il vento soffiarà alla poppa. — (Sec. XVII) METTERE IN STIVA (una nave): stivarla in maniera da darle un assetto conveniente per la navigazione. (Crescenzio; Falconi; Pantera: Tommaseo e Bellini). — ROMPER LA STIVA: aprirla in qualche punto. — ROVISTARE LA STIVA (ant.): lavoro fatto alcune volte dai ladroni di mare, alcune volte dagli ufficiali di dogana in cerca di contrabbando. (Laugieri). — SISTEMARE LA STIVA: stivare convenientemente il carico. — (Sec. XVII) TROVAR LA STIVA (DELLA GALEA): trovare la giusta disposizione del carico, che metta la nave in buone condizioni di navigabilità. (Crescenzio, 1602). Pantera (78): ... la maggior difficoltà, che habbiano i comiti, è il trovar la vera stiva, e molti comiti, che per altro sono stati sufficientissimi, per non saperla trovare sono stati vergognosamente cassati, e licentiati. (Stiva dal sec. XIV [Balducci Pegolotti]: da stivare. Non dallo spagn. estiva, estiba, portogh. estiva [Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8263], data l'antichità di stiva e stivare in italiano, dal quale passò probabilmente a quelle due lingue, e al francese: estive, da 1611: Dict. général).

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