Ormeggiare. — Stabilire uno o più mezzi di ritenuta di una nave o galleggiante, affinché possa rimanere in una determinata posizione in un ancoraggio o in un porto, resistendo all'azione del vento e delle correnti.
La nave si può ormeggiare:
— dando fondo una o più àncore;
— ammanigliando la propria catena a una boa o a un corpo morto;
— legando uno o più cavi vegetali o metallici, o spezzoni di catena a punti di presa a terra, sui moli o sulle banchine, o ad altra nave ormeggiata.
Nel primo caso si dice più frequentemente Ancorare, Dar fondo.
(Breve mare Pisa, 1343, ecc.: Crusca; Tommaseo e Bellini; Guglielmotti).
Ant. Armeggiare; genov. Ōrmezzâ, venez. Armizàr, còrso Armighjà, napol. Arremeggià. Basso lat. catal., franc. Ormejare (Jal), Stat. Unelie (Oneglia): Ormezare (Rossi, Gloss. lig. 72). V. Amarrare, Ammarrare (francesismi). V.
Disormeggiare.
— Stare sugli ormeggi: (Falconi; Targioni Tozzetti: Crusca).
— Dar volta i mezzi di ormeggio ai rispettivi punti di presa.
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ORMEGGIARSI SU DI, CON UNA SOLA ANCORA: v. s.
Piede.
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ORMEGGIARSI IN ANDANA: v. s.
Andana.
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ORMEGGIARSI IN BARBA DI GATTO, IN BARBA: afforcarsi. (Fincati). Savon. Infreciasse.
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ORMEGGIARSI SU DI UN PIEDE: v. s.
Piede.
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ORMEGGIARSI IN QUARTO: in quattro. (Fincati).
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ORMEGGIARSI IN QUATTRO: v. s.
Inquartare.
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(Dal greco ὁρμίζω « io ormeggio », da ὅρμος « ormeggio »; da ormeggiare venne orméggio).