Rizza. — Cavo o catena, generalmente di piccolo diametro, passato strettamente intorno a taluni oggetti mobili, o non rigidamente sistemati, per impedirne lo spostamento o il tormento nei laschi delle sistemazioni durante i movimenti di rollio e di beccheggio della nave. Il termine si usa generalmente al plurale.
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Rizze (ant.): cavi raddoppiati, allacciati alle parasàrtie, ai quali si assicuravano le estremità degli amanticelli. (Stratico).
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Rizze delle àncore: legature in catena o in cavo che nelle àncore con ceppo si passano intorno al fuso e al ceppo stesso e vanno ad avvolgersi sui monachetti e che, in aggiunta ai serrabozze, servono a tener ferme dette àncore aderenti al bordo sui loro sostegni.
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Rizza della bocca del cannone (ant.): corda adoperata per legare la bocca dei cannoni quando sono ritirati dentro. (Stratico). Oggi si chiama Rizza di volata e si applica in navigazione ai cannoni di notevole lunghezza quando non vengono adoperati, ed è costituita da cavetti di acciaio con tenditoi
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a vite, che si fissano da una parte in coperta e dall'altra a un collare infilato alla bocca del cannone. Le moderne sistemazioni dei cannoni non ne consentono il rientramento.
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Rizze delle imbarcazioni: catenelle o cavetti di acciaio con tenditoi a vite per tenere aderenti le imbarcazioni alle rispettive morse.
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Rizze dei lanciasiluri, degli affusti: catene e corde metalliche, con tenditoi a vite per tenerli fermi in posizione di sgombro.
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Rizza di volata: v. s.
Rizza della bocca del cannone.
(V. s.
Drizza. Nella venez. Fabbrica di galere [sec. XIV o XV] rixa, nel Capitolar della Tana [sec. XIV] rixe d'albori, risse d'alboro: Jal).