Gómena1. — Cavo torticcio (v. s.
Cavo,
Commettere) di canapa, anticamente usato per ormeggio dell'àncora. La sua lunghezza era di 200 metri e la sua circonferenza di tante volte quattro centimetri, quanti metri misurava il baglio maestro, da un minimo di 20 fino a un massimo di 60 centimetri:
310
è il cavo di maggiore grandezza usato in marina. Oggi le navi che ne sono dotate l'usano per ormeggio poppiero e talvolta per rimorchio. (Imperato).
—
Gómena maestra: usata prima che si usassero le catene.
—
Gómene di ritegno: quelle che ritengono il bastimento e si tagliano al momento di vararlo. (Laugieri).
—
Gómene di rispetto: di riserva.
—
Camera delle gómene: dove sono depositate.
—
Gómena elettrica. (Petrocchi). (").
—
Gómena: misura di distanza, comunemente 200 metri. (Crusca).
— Venez.
Gómena sporca: che ha preso delle volte, che si è attorcigliata intorno a se stessa.
— (Venez.).
Dùcia de la gómena: v. s.
Duglia.
—
IMBARONÀR LA GÓMENA: v. Imbaronàr.
—
FERMAR LA GÓMENA: imbiettare la gómena.
—
LASCAR LA GÓMENA: V. Lascàr.
—
BATER LE GÓMENE: avvolgere dalla cima le gómene o altre manovre. V.
Cogliere.
(V. ant.
Egumena [v.], Agumena, Agumina [dal 1248], Aguminetta. Genov. gümena, gómena, venez. gómena; Ariosto, Giacomini [sec. XVI], Tensini [1624], Redi, Ségneri: gomena; Falconi [1612]: gomina, Crescenzio [1602]: gumena, gumenetta; Livio volgar., Ariosto, Caro, Stratico: gomona; Livio volgar., Falconi: gumina; spagn., portogh. gúmena, catal. gómena, gúmena, gúmera: dall'arabo guml, arabo occid. gumal «cavo»: Teza, Atti Ist. Ven. 1883-1884, p. 967-973; Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 750. L'it. gómena dal veneziano; con gómona cfr. Mòdona [ant.] = Mòdena).