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Golafrus (Basso lat., genov.). — V. Golabus.

Golena. — Parte del letto del fiume al piede dell'argine, che rimane asciutta. Eustachio Manfredi (1739) fa corrispondere a Golene anche Marezane (v.) e Restare (v.) e in Toscana Banchine (v.). (Golena nel Guglielmini, ecc.: Crusca; Boerio; Riv. Geogr. It. XV 156). (Fu derivato da gola, perché la golena forma come la gola dell'argine. Per il suffisso v. s. Carena).

Goletta1. — Bastimento con due alberi verticali o un po' inclinati a poppa, forniti di vele auriche, e con bompresso. V. Avviso. Anche Geoletta, Gola, Goeletta. — Goletta a gabbiola: con bompresso, due alberi verticali a rande, e qualche vela quadra sull'albero di prua. — Goletta a palo: con bompresso, tre alberi verticali o un po' inclinati a poppa, tutti a vele auriche, più qualche vela quadra al trinchetto e talvolta anche alla maestra e bompresso. — Goletta Bermudiàna: con due alberi (quello di trinchetto o di prua più basso di quello di maestra o di poppa); e tra i due alberi una vela di strallo trapezoidale e una triangolare. L'albero di trinchetto senza vele, quello di maestra con una vela Marconi, oppure con la randa e la controranda. Due o tre fiocchi. — Nave goletta: con tre alberi verticali, il primo (trinchetto) a vele quadre, gli altri due a vele auriche e bompresso. — Brigantino goletta: con due alberi verticali: il primo (trinchetto) a vele quadre, il secondo (maestro) a vele auriche e bompresso. — Goletta a più di tre alberi a palo: grande veliero speciale degli Stati Uniti di America che ha da 4 a 7 alberi verticali tutti a vele auriche e bompresso. — Goletta militare: il minimo dei bastimenti nelle squadre, armato da 6 a 12 piccoli cannoni. Se issa i pappafichi: Velacciere. (Spagn. goeletta, portogh. goleta: dal franc. goëlette, nel Saverien [1781] goualette, gouelette, goulette [Jal], nel Diz. di Trévoux [1752] goualette: Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 340).

Goletta2. — Entrata stretta e dritta d'un porto. (Laugieri). Non si usa: si dice Bocca.

Golfare. — Chiavarda con estremità a occhio, spesso guarnito di anello e con l'altra estremità a vite con dado. I golfari sono fissati sul capodibanda, in coperta e sull'alberatura per incocciarvi i ganci delle manovre, delle bozze. (Imperato). Sono fissati anche su altre strutture interne o esterne dello scafo, ovvero su attrezzi varii per lo stesso scopo o semplicemente per legarvi corde, passarvi ritenute, ecc. (Bardesono). Possono essere anche senza dado per potersi applicare su talune parti di macchinarii pesanti, quando si debba sollevarle con paranco per smontamento. Anche Spina. Stratico: Gorfa; Fincati: Gonfali (nell'Errata).

Golfetto (Term. sec. XVI). — Golfo piccolo. (Sassetti: Crusca).

Golfiera. — Corrente del Golfo. (Guglielmotti). Non dell'uso. V. Correngolfo.

Golfo. — Ampio seno di mare che fa arco verso la spiaggia e ha più o meno larga apertura verso il mare. G. Villani: Il mare detto Seno Adriatico, chiamato oggi Golfo di Vinegia. V. Golfetto. Venez. ant. Colfo (v.), anche nel Bembo. (Tommaseo e Bellini). (V. Encicl. It. XVII 493). V. Baia; Cala; Seno. — (Letter., poet.): mare. (Caro; Bartoli). (Crusca). (Dal lat. colpus, greco κόλπος, basso greco κόλφος). — (Ant.) NAVIGARE A GOLFO LANCIATO: v. A golfolanciato. (Crusca, s. Golfo).

Goli. — Le due parti laterali della manica della rezzuola della sciabica, alle quali sono annessi gli scaglietti. (Rambelli 163).

Gollabro (Term. ant.). — V. Golabus (basso lat.). (Corazzini).

Gombaria (Basso lat., venez. sec. X). — Cumbaria (v.). (Cronache del Sagornino [Gumbaria] e del Dandolo: Jal).

Gómena1. — Cavo torticcio (v. s. Cavo, Commettere) di canapa, anticamente usato per ormeggio dell'àncora. La sua lunghezza era di 200 metri e la sua circonferenza di tante volte quattro centimetri, quanti metri misurava il baglio maestro, da un minimo di 20 fino a un massimo di 60 centimetri:
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è il cavo di maggiore grandezza usato in marina. Oggi le navi che ne sono dotate l'usano per ormeggio poppiero e talvolta per rimorchio. (Imperato). — Gómena maestra: usata prima che si usassero le catene. — Gómene di ritegno: quelle che ritengono il bastimento e si tagliano al momento di vararlo. (Laugieri). — Gómene di rispetto: di riserva. — Camera delle gómene: dove sono depositate. — Gómena elettrica. (Petrocchi). ("). — Gómena: misura di distanza, comunemente 200 metri. (Crusca). — Venez. Gómena sporca: che ha preso delle volte, che si è attorcigliata intorno a se stessa. — (Venez.). Dùcia de la gómena: v. s. Duglia. — IMBARONÀR LA GÓMENA: v. Imbaronàr. — FERMAR LA GÓMENA: imbiettare la gómena. — LASCAR LA GÓMENA: V. Lascàr. — BATER LE GÓMENE: avvolgere dalla cima le gómene o altre manovre. V. Cogliere. (V. ant. Egumena [v.], Agumena, Agumina [dal 1248], Aguminetta. Genov. gümena, gómena, venez. gómena; Ariosto, Giacomini [sec. XVI], Tensini [1624], Redi, Ségneri: gomena; Falconi [1612]: gomina, Crescenzio [1602]: gumena, gumenetta; Livio volgar., Ariosto, Caro, Stratico: gomona; Livio volgar., Falconi: gumina; spagn., portogh. gúmena, catal. gómena, gúmena, gúmera: dall'arabo guml, arabo occid. gumal «cavo»: Teza, Atti Ist. Ven. 1883-1884, p. 967-973; Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 750. L'it. gómena dal veneziano; con gómona cfr. Mòdona [ant.] = Mòdena).

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