Arsenale. — Stabilimento nel quale si costruiscono e riparano navi da guerra, e tutte le armi, le macchine e gli strumenti impiegati in dette navi, e si fabbricano e custodiscono armi, più di tutto di artiglieria, e attrezzi d'ogni genere, per gli eserciti. Il nome ora indica solo stabilimenti di carattere
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militare, tanto per la Marina (arsenale marittimo) quanto per l'Esercito.
(V. Jal, e l'articolo Arsenale nella Encicl. It., IV 604-615). In venez.: Arsanàl, Arsenàl, ant. Arsenà (anche genov.). L'Arsenale di Venezia ebbe principio nel 1104. V.
Arsenatus.
(It. ant. arzanale, nel Crescenzio: adarsenale [e adarsena], venez. ant. arsenà, che è la forma giusta, usata da Dante [Scartazzini; Molmenti, Storia di Venezia, VII ed., I 232], pisano ant. [sec. XIV] terzanà, nap. ant. tarcenale, sicil. tirzanà [Nicotra]: dall'àrabo dār-sinā‛a « casa di fabbricazione », turco tershāne. Dall'italiano venne il franc., spagn., portogh. arsenal. Dalla stessa parola araba derivò
dàrsena [v.]: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 495; Bloch, Dict. étym. I 44. La derivazione di arsenale e di dàrsena dall'arabo Darcenàa è già nello Scolari, Lettere filol., 1844, p. 46).