Arridare. — Dare la necessaria tensione a quelle corde di canapa o metalliche, chiamate Manovre fisse o dormienti (sàrtie, paterassi, stralli, draglie, ecc.). Tesare dicesi invece del tendere le manovre correnti.
(Franc. rider: di origine oscura secondo il Bloch, Dict. étym. II 233; ma in realtà dall'oland. medio riden, anche « vogare » [Valkhoff 217]).
Arridatoio. — Designazione generica degli apparecchi che servono a tendere (arridare) le manovre dormienti (a bigotte, a dentiera, a vite).
Arrimare (Term. disus.). — Stivare o disporre con ordine le mercanzie nella nave, e specie quelle che sono in botti. In alcuni porti di Francia un tempo vi furono dei bassi ufficiali detti Arrimatori (Arrimeurs) pagati dai mercanti caricatori per arrimare la loro mercanzia. (Corazzini). Ant. Lastrare.
(Dal franc. arrimer, forse d'origine germanica: Bloch, Dict. étym. I 44; Valkhoff 48. Cfr. Zaccaria, Elemento iber. 32, s. Arrimare « appoggiare »: 1626).
Arrimurchiari (Sicil.). — Rimorchiare.
—
Arrimurchiamentu: rimorchio.
Arriondâ (un bastimento) (Genov.). —
Calafatare un bastimento.
(Genov. arriondâ « arrotondare »).
Arriondare. — Ridondare (del vento).
— Bracciare (d'un pennone).
(Note di nomenclatura it.-genov. del Persano, 1842: Jal).
Arripare (Term. ant.). — Accostarsi alla ripa. (Dittamondo).
Arriva2 (Tarant.). — Grisella. (Detta così perché serve per andare
a riva [v.]). (De Vincentiis).
Arrivare1 (Term. sec. XIV). — Approdare, prender terra. (Francesco da Barberino).
Arrobata. — Arrembata. È nel Crescenzio (25: Jal), ma è certo sbaglio.
Arrombare1 (Poco in uso). — Mettere in diritta linea sul rombo e sulla direzione del vento. (Falconi, Guglielmotti).
Arrombare2 (Term. sec. XVII). — Mettere un segnale presso al mare, per i marinai. (Duez, 1671).
Arrombata (Term. ant.). — Parapetto di difesa delle navi. V. Rembata (Zaccaria, Elemento iber. 32). (V. Jal).
Arrotare (Poco usato). — Anche: Arruotare. Girare a ruota sull'àncora al mutar dei venti. (Guglielmotti).
Arrundia! — Grido del sottorais di assicurare bene i capi della porta del canapo. (Parona) (").
Arruolare. — Reclutare uomini in servizio d'una nave inscrivendoli nei ruoli.
Il contratto di arruolamento, nella marina mercantile, può essere:
—
alla parteArruolare : con partecipazione al profitto, cioè agli utili della navigazione per un tempo fissato o viaggio; con partecipazione al nolo, cioè per determinato viaggio con diritto ad una parte del nolo che la nave guadagnerà;
—
a viaggioArruolare : con determinato salario per un viaggio o tempo fissato;
—
a meseArruolare : per uno o più viaggi, stabilendo il salario per ogni mese di navigazione.
La Marina militare forma i suoi equipaggi coi contingenti della leva di mare, e con arruolamenti periodici di giovani volontari, destinati a diventare specialisti per le armi e i servizi vari.
Arsanàl (Venez.). — Arsenale. (Mutinelli, Boerio). Anche Arsenàl. Sicil. Arsanali.
Arsellôu1 (Genov.). — Rete unita a un rastrello di ferro, con manico lungo, che serve a radere il fondo del mare, per pescarvi conchiglie, o altre cose. Quanto si stacca entra nella borsa formata dalla rete. (Il Casaccia traduce con « Draja », ma questa ha altro senso).
(Da arsèlla, conchiglia).
Arsellôu2 (Genov.). — Colui che campa la vita sul mestiere di pescare arselle.
Arsena [arsernà] (Venez. ant.). — Arsenale. (Dal 1307: Jal, s. Arsana, Arsena). V.
Arsenale,
Arsenatus (basso lat.).
Arsenale. — Stabilimento nel quale si costruiscono e riparano navi da guerra, e tutte le armi, le macchine e gli strumenti impiegati in dette navi, e si fabbricano e custodiscono armi, più di tutto di artiglieria, e attrezzi d'ogni genere, per gli eserciti. Il nome ora indica solo stabilimenti di carattere
46
militare, tanto per la Marina (arsenale marittimo) quanto per l'Esercito.
(V. Jal, e l'articolo Arsenale nella Encicl. It., IV 604-615). In venez.: Arsanàl, Arsenàl, ant. Arsenà (anche genov.). L'Arsenale di Venezia ebbe principio nel 1104. V.
Arsenatus.
(It. ant. arzanale, nel Crescenzio: adarsenale [e adarsena], venez. ant. arsenà, che è la forma giusta, usata da Dante [Scartazzini; Molmenti, Storia di Venezia, VII ed., I 232], pisano ant. [sec. XIV] terzanà, nap. ant. tarcenale, sicil. tirzanà [Nicotra]: dall'àrabo dār-sinā‛a « casa di fabbricazione », turco tershāne. Dall'italiano venne il franc., spagn., portogh. arsenal. Dalla stessa parola araba derivò
dàrsena [v.]: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 495; Bloch, Dict. étym. I 44. La derivazione di arsenale e di dàrsena dall'arabo Darcenàa è già nello Scolari, Lettere filol., 1844, p. 46).