Cubìa. — Ciascuno dei fori cilindrici praticati lateralmente alla prua, a traverso lo spessore della murata, per il passaggio delle catene delle àncore; uno o due per lato. Anche Occhio di cubìa, Occhio di prora.
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Ghirlanda della cubìa: l'orlo, il contorno rilevato, in giro all'apertura esterna della cubìa.
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Manicotto della cubìa: la fodera interna, ch'era di piombo quando si affondavano le àncore con le gómene; di ferro fuso per le catene odierne.
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Tappo della cubìa: tappo di legno o ferro, mobile o a cerniera per chiudere in modo stagno ogni cubìa durante la navigazione.
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Cassa da cubìe (venez.): lavarello.
(Genov. cubìa, viaregg. gubìa. Dal venez. cùbia « coppia », essendo sempre almeno due gli occhi di prora, secondo il Corazzini. Ma la pronunzia genov., ancon., ecc. è cubìa. Franc. écubier, spagn. escobén. Il Guglielmotti cita una forma antica escubia, che gli suggerisce la derivazione da excŭbiae «veglia; sentinella». V. Jal; Dict. général; Bloch, Dict. étym. I 242).