Gabbia1. — Sulle galee e altre navi del periodo remico, quella specie di gerla o cofano, che esse portavano sotto al calcese dell'albero di maestra, per tenervi le vedette.
— Con l'adozione dell'attrezzatura a vele quadre, al principio la voce designò ciò che poi prese il nome di Coffa (però in una posizione e con un ufficio assai diversi), e poi divenne il nome della vela quadra immediatamente superiore alla
coffa (v.).
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Gabbia: nei velieri a vele quadre, la vela quadra che sta immediatamente al disopra della vela maggiore e più bassa dell'albero di maestra.
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Gabbie: questo plurale è il nome collettivo della vela suddetta e delle due corrispondenti vele quadre degli altri alberi (parrocchetto dell'albero di trinchetto, contromezzana dell'albero di mezzana).
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Pennone di gabbia: pennone cui la gabbia è inferita.
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Albero di gabbia: la parte media delle tre che formano l'albero di maestra, la quale sopporta il pennone di gabbia. Il plur. Alberi di gabbia designa collettivamente il suddetto e i due corrispondenti pezzi di alberata che si chiamano Albero di parrocchetto e Albero di contromezzana.
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Gabbia terzarolata: quella alla quale sono stati presi dei
terzaroli (v.).
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Gabbia doppia. A metà del secolo XIX molti velieri mercantili cominciarono a sostituire a ciascuna delle tre gabbie, due vele quadre, la somma delle cui superficie equivaleva alla superficie della vela unica.
Questo frazionamento della velatura è stato trovato vantaggiosissimo. Si hanno
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così: Vele e Pennoni di bassa gabbia, basso parrocchetto e bassa contromezzana; Vele e Pennoni di gabbia volante, di parrocchetto volante e contromezzana volante.
— Venez.
Far la sirena a le gàbie: v. s.
Sirèna.
(Cavea [basso lat.: Jal]; 1264: Gabia; Gabbia nello Stat. genov. del 1441 [basso lat.: Jal]).