Avarìa

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Avarìa. — In senso generale qualunque guasto o danno a una nave, mercantile o militare, e alle cose in essa contenute. Avarìe all'alberatura, allo scafo, al timone, all'apparato motore, a macchinari ausiliari. (V. Encicl. It. V 607-610). — Con particolare riferimento alla nave mercantile: qualunque danno sofferto dalla nave o dal carico, e qualunque spesa straordinaria ed impreveduta, fatta per la nave e pel carico, unitamente o separatamente, dopo la caricazione e la partenza, fino al ritorno e alla discarica. Distinguesi in: Avarìa comune o generale o grossa: ogni spesa e danno voluti dal capitano nell'interesse comune della nave e del carico e quindi da addossare ad ambedue. Avarìa particolare o semplice: ogni spesa e danno non voluti dal capitano ma dovuti a caso fortuito o forza maggiore, e quindi da addossare al proprietario della cosa avariata. Azione d'avarìa: procedura presso la società assicuratrice per il risarcimento dei danni sofferti. Chirògrafo d'avarìa: nei casi d'avaria comune, scrittura nella quale i proprietari delle cose avariate e quelli delle cose salvate s'impegnano in amicizia di accettare le risultanze e le deliberazioni del regolamento dell'avarìa comune. Regolamento d'avarìa comune: descrizione e valutazione dell'avarìa e stabilimento della quota (contribuzione) da pagarsi in solido da tutti i proprietarî. Dichiarazione d'avarìa: relazione davanti all'autorità marittima o consolare. Se
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il danno non è ancora accertato, la dichiarazione dicesi di supposta avarìa. La clausola Franco d'avarìa reciproca, inserita nella polizza di carico, esime da ogni contribuzione. (Genov. avàia [v.], con accento diverso di avaria, da cui il franc. avarie, lo spagn. averia, haberia, il portogh. avaria; termine passato a molt'altre lingue europee: dall'arabo ‛awwār o ‛awār « mancanza; danno »: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 138. Per spiegare il venez. varèa [anche in Stat. d'Ancona, 1397: Jal], non pare bastante l'influsso d'un'alternanza quale quella del venez. cagnèa e cagnìa [cane di mare, pesce]. Nel venez. varèa ha anche altro senso [v.]; questo varèa può forse aver influito, solo per il suono, su *varia « avaria »).