Incamatato (Term. ant.). — Il Guglielmotti registra un verbo Incamattáre, citando il Redusio e il Sanuto, e la dice « Voce usata dai marinari, e dalla comune degli antichi cronisti per Casamattare, Cuoprire navi, cocche, batterie, con tavolati, cuojo e simili ripari, al modo stesso che poi si fecero le barbotte, e le casematte, ed oggi fanno le corazzate». Nell'articolo seguente cita Incamatáto, da Incamatare (Promis. mem. p. 226): coperto di cuojo, parlando di batteria sulle cocche e galere genovesi nel canale di Chioggia, 1421. Il Guglielmotti aggiunge che lo Jal cita documenti di Incamatato e Barbottato nello stesso senso di Casamattato.
Il Guglielmotti dev'essere in errore nell'affermare un uso comune dei cronisti di Incamattare per Casamattare (camata per casamatta è parola milanese: v. qui s. casamatta). Il veneto Redusio (Rer. It. Script. XIX 773) ha in realtà: graticciis vallatis, et camatatis per totum cum coriis; e il Sanudo (di Leonardo): le cocche incamatate (ivi XXII 939). Lo Jal (s. Barbotata) riporta dal Sanuto Torsello (Secreta fidelium, 1313-1321): Indiget praeterea dictus exercitus, quod ex istis navigiis antedictis aliqua sint incamatata, seu barbotata, tali modo, quod homines praedictorum non timeant lapides machinarum. Lo Jal ritiene Incamatata errore per Incamarata, e il Du Cange per Incamerata, ma a torto. Incamatato e Camatato non hanno rapporto con casamatta, bensì forse con incamutato « trapunto, imbottito », che si legge in G. Villani: povera sella d'una bardella con picciole scaglie incamutata: forse anche sbaglio, non per incamerata (v. Tommaseo e Bellini), ma per incamatata.
(È sbaglio l'Incamotata del Corazzini, s. Incamottato, forma doppiamente inesatta).