Incalzare1. — Rincorrere una nave nemica da vicino. Anche venez. sec. xv. (Ordini de Mocenigo, 1420: Jal). V.
Incalzo.
— Del vento quando rinfresca.
Incalzare2. — Registrato dal Guglielmotti, nel senso di « Legare calzando, massime biette e nodi sui legni, e sui canapi torticci », ma non usato in marina.
Incalzellare. — È registrato quale term. marin. dal Guglielmotti col senso di « Legare checchessia, stringendo forti e calzanti le legature », ed è ripetuto dallo Zingarelli, ma è verbo sconosciuto in marina.
Incalzo (Term. sec. XVI). — Inseguimento, incalzamento. (Ulloa: Zaccaria, Elemento iber. 480). Portogh. Encalço. V.
Incalzare.
Incamarata navis (Basso lat.). — Nave coperta a volta di graticci e cuoio molto inumidito, a difesa dalle armi e dal fuoco. (Corazzini; Jal). Facile sbaglio per
Incamatata (v.).
Incamatato (Term. ant.). — Il Guglielmotti registra un verbo Incamattáre, citando il Redusio e il Sanuto, e la dice « Voce usata dai marinari, e dalla comune degli antichi cronisti per Casamattare, Cuoprire navi, cocche, batterie, con tavolati, cuojo e simili ripari, al modo stesso che poi si fecero le barbotte, e le casematte, ed oggi fanno le corazzate». Nell'articolo seguente cita Incamatáto, da Incamatare (Promis. mem. p. 226): coperto di cuojo, parlando di batteria sulle cocche e galere genovesi nel canale di Chioggia, 1421. Il Guglielmotti aggiunge che lo Jal cita documenti di Incamatato e Barbottato nello stesso senso di Casamattato.
Il Guglielmotti dev'essere in errore nell'affermare un uso comune dei cronisti di Incamattare per Casamattare (camata per casamatta è parola milanese: v. qui s. casamatta). Il veneto Redusio (Rer. It. Script. XIX 773) ha in realtà: graticciis vallatis, et camatatis per totum cum coriis; e il Sanudo (di Leonardo): le cocche incamatate (ivi XXII 939). Lo Jal (s. Barbotata) riporta dal Sanuto Torsello (Secreta fidelium, 1313-1321): Indiget praeterea dictus exercitus, quod ex istis navigiis antedictis aliqua sint incamatata, seu barbotata, tali modo, quod homines praedictorum non timeant lapides machinarum. Lo Jal ritiene Incamatata errore per Incamarata, e il Du Cange per Incamerata, ma a torto. Incamatato e Camatato non hanno rapporto con casamatta, bensì forse con incamutato « trapunto, imbottito », che si legge in G. Villani: povera sella d'una bardella con picciole scaglie incamutata: forse anche sbaglio, non per incamerata (v. Tommaseo e Bellini), ma per incamatata.
(È sbaglio l'Incamotata del Corazzini, s. Incamottato, forma doppiamente inesatta).
Incamiciare (la vela). — Nel serrare una vela quadra, coprire con la parte che aderisce al pennone le pieghe, già bene arrotolate e strette, in maniera che essa le ricopra come una camicia.
— Coprire una vela di taglio, dopo averla serrata, con un apposito involucro opportunamente sagomato.
— (Nel Guglielmotti
Incamiciare: mettere la fodera alle vele).
Incanalamento. — L'incanalare (I significato). (Targioni Tozzetti).
Incanalare. — Ridurre acque correnti in canale.
— « Navigare al largo da capo a capo, facendo canale, anziché per la riva ». (Guglielmotti). Significato sconosciuto dai marinai.
— Cercare e investigare un passaggio nel mare, o un luogo ove sia poca acqua, coll'aiuto dei gavitelli e dello scandaglio. (Corazzini).
Incanipare (Basso lat., venez. sec. XIII). — Porre le merci in magazzino. (1296: Mutinelli).
(Cfr. Incannipare nel Du Cange, e Incanavare, incanovare nel Rezasco).
Incannata. — L'insieme di due reti da pesca, con una delle quali (bardassole), che rimane a fondo verticalmente per effetto dei piombi del lato inferiore e dei sugheri del lato superiore, si circuisce uno specchio d'acqua; con l'altra, un po' più lunga, si forma una curva esterna alla prima. Questa seconda rete, fatta a tramaglio, rimane distesa a galla orizzontalmente, essendo
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sfornita di piombi e guarnita di canne legate trasversalmente all'ordito. I pesci, specie i cefali, ostacolati dalla rete di fondo saltano fuori acqua e vanno a impigliarsi nel tramaglio orizzontale. Con le reti verticali si prendono contemporaneamente altri pesci. Anche Incannucciata, Cefalerìa. (Bardesono; Corazzini).
— (Tarant.): tre reti, di cui una a maglie strette va al fondo del mare, mentre le altre due, innestate con canne, vanno a galla: quella di fondo si dispone a cerchio e chiude i cefali, le altre due ricevono i cefali i quali, chiusi, cercano liberarsi saltando. V.
Intamacchiata (tarant.). (De Vincentiis).