Tarida

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Tarida (Basso lat.). — Bastimento dei secoli XIII e XIV, a volte molto grande, armato contro eventuali assalti, adoperato per il trasporto di merci, di soldati, di cavalli, di viveri, di armi, 1264: Tarrida (A. Dandolo); 1275: Tarida (Venetorum) (A. Dandolo); Sanudo Torsello, sec. XIV: Tareta; 1268: Tareda Comitis Venetiarum multis onusta mercibus (papa Clemente IV); 1386: Tarrita (genov.); A. Mussato: Teretes. Presso altri Tarita, Terida, Terrida. (Du Cange; Jal). V. anche Trita. Teride (plur.) nel 1282 (basso lat., Doc. Vespri: Corazzini), ecc., Terrida in Stat. dati dal papa Onorio IV (1285). (Jal). Il Guglielmotti dà pure le forme Tarica, Terica (s. Terida). V. Therica (nella Costituz. di Carlo I d'Angiò, re delle Due Sicilie) nello Jal. V. Galata. — Galea tarida (basso lat.): v. s. Galea. (Spagn. ant., catal. ant. tarida: dall'arabo tarida « nave per trasporto di cavalli; rimorchiatore »: Lokotsch 2036; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 8582. Però la forma tareta, e le voci tarta e tartana pare che non si potrebbero conciliare colla forma araba citata, pur ammettendo un ritiro d'accento).