Lappula
Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma
Lappula (Basso lat., pis. sec. XIII-XIV). — In un contratto di nolo del 1264, in Pisa, si legge questo passo: Et dictas res et merces, ut dictum est, portabunt secundum quod consuetum est, recipiendo predicta apud lappulam. (Jal). Il Corazzini pensa che questa Lappola fosse un luogo presso il porto di Pisa, una specie di punto franco, deposito di cose e merci. Ma negli statuti pisani Lappula significa « palizzata » o « barriera (del porto) », nel 1305, 1335 palata (basso lat.), nel 1343 lappule (volg., plur.). (Nigra, Saggio less. 74; Prati, It. Dial. VII 230). Nello Stat. di Bonifacio (Corsica): « Chiunque ha fatto o per l'innanzi vorrà far moli o lapore sulla riva del porto, sia tenuto a fabbricarli di pietra e calcina con pali ». (Rossi, Gloss. lig. 119).