Mina

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

Pagina: 470

Mina. — Quantità di esplosivo collocata in un foro o cavità praticata con speciali modalità in un mezzo resistente (roccia, muro, terreno, ecc.), allo scopo di produrre, con la sua esplosione, rottura e spostamento di materiali. Adoperata per scopi bellici dalle forze da sbarco della Regia Marina serve per distrazione o danneggiamenti di ponti, strade, rotaie ferroviarie, fabbricati, ecc. — Mina subacquea eventuale: recipiente metallico fornito di zavorra per potersi affondare e contenente una carica che si fa esplodere per mezzo di una spoletta elettrica azionata a distanza. Serve per la distruzione di scafi affondati, che costituiscono impedimento o pericolo della navigazione, o per altri lavori subacquei. (Il Parrilli scrive Mine subaquee). La mina, come arma subacquea propriamente detta, nella Regia Marina si chiama Torpedine nelle sue varie specie, mentre nelle altre marine si chiama con nomi simili a mina. Taluni servizi attinenti alle torpedini vengono però indicati anche nella Regia Marina con denominazioni delle quali fa parte il vocabolo mina: Dragamine, Paramine, Posamine. — Mina alla deriva, o Mina vagante o Mina galleggiante: torpedine venuta a galla in seguito a rottura dell'ormeggio e restata in balia delle onde e delle correnti, costituendo un grave pericolo per tutti i naviganti, specialmente di notte. Le mine alla deriva vengono possibilmente disattivate e ricuperate, ovvero affondate forandone l'involucro con colpi di moschetteria. È probabile che l'uso del vocabolo Mina nei casi di cui sopra sia invalso anche nella Marina italiana per l'opportunità di servirsi di denominazioni facilmente intelligibili tra le Marine alleate durante la guerra 1915-18, nella quale l'impiego di tali armi e i relativi servizi ebbero molto sviluppo. — Campo di mine: v. s. Sbarramento. Anche Campo minato.