Penna1. — Estremità superiore delle antenne delle vele latine, e dei picchi delle vele auriche, sempre rivolta verso la poppa del veliero. Anche Corno. V.
Carro. (Crescenzio; Pantera, ecc.: Tommaseo e Bellini).
Basso lat. genov. Penna (1268: Guglielmotti), sicil. Pinna.
— Ciascun angolo superiore delle vele latine, o l'angolo superiore e poppiero delle vele auriche, che si allacciano alle penne delle antenne e dei picchi, o l'angolo superiore dei fiocchi e delle vele di strallo. (Bardesono). Disus. Corno. Sicil. Pinna.
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Capelli della penna (sec. XVII) (v.).
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Imbroglio di penna: v. s.
Imbroglio.
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Inghinatura della penna (sec. XVII): v. s.
Inghinatura.
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Ingiaro della penna: v. s.
Ingiaro.
— (Sec. XVII)
FAR LA PENNA: forse lo stesso di Far l'uomo alla penna. (Galilei: Tommaseo e Bellini).
— Attrezzare all'antenna la vela omonima cioè legare lo spigone pei capelli della penna e issarvi su la veletta. (Guglielmotti).
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— (Sec. XVII)
FAR L'UOMO ALLA PENNA: v.
Far l'huomo alla penna, s.
Fare (p. 247). (Pantera: Tommaseo e Bellini).
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MANDAR L'HUOMO ALLA PENNA (secolo XVII): mandare un uomo in vedetta in cima all'antenna. (Pantera, 1614, p. 119).
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METTER L'HUOMO ALLA PENNA (secolo XVII): v. s.
Mettere.
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Penna (ant.): specie di piccola vela che si issa, quando fa bel tempo, sulla penna dell'antenna, o dell'angolo della vela latina che corrisponde alla penna dell'antenna. (Stratico).