Matafioni. — Cordicelle per legare le vele o le tende.
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Matafioni d'inferitura: pezzi di merlino o trinelle di filacce fissate agli occhielli d'inferitura delle vele per allacciarsi alla guida del pennone nelle vele quadre, ai canestrelli in quelle auriche, nei fiocchi e nelle vele di straglio. V. s.
Inferire.
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Matafioni per serrare le vele: morselli di filacce o di commando con gassa in testa, che si fissano alla guida del pennone a bocca di lupo e si passano intorno alle vele serrate per tenerle strette.
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Matafioni di terzaruolo: pezzi di sagola cuciti per doppino negli occhielli della benda in modo che uno dei capi penda sulla faccia prodiera e l'altro sulla faccia poppiera della vela; si legano intorno al pennone dopo aver portata la benda all'altezza di esso e aver piegata la tela sottratta all'azione del vento.
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Matafioni delle tende: pezzi di sagola fissati agli occhielli delle tende per legarsi alle draglie lungo i bordi della nave quando le tende sono distese.
— I
mataffioni nei bastimenti a vela quadra: Gaschette. (Stratico).
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Guardamatafioni (disus.) (v.).
Crescenzio (83): Matafuni, o Matafioni delle Vele, (37): Savole e Mattafioni (non Mataffune, Mattaffune, come riporta il Guglielmotti); Pantera (1614): Matafroni facile sbaglio per Matafioni; Roffia: Mataffione; Stratico: Mataffioni; Parrilli, Fincati, Bardesono: Matafione, -i (plur.); genov. Mataffioin, nell'Olivieri Mattafuìn, tarant. Matafuni, còrso Mataffione. V. Mataciuni (sicil.). Non sembrano attestate le forme Mattaffione, Mattafone, Mataffone, Mataffione, offerte dal Guglielmotti.
(Mataciuni, oltre che « mataffioni », significa un gioco di ragazzi a Palermo, nel quale chi è perditore riceve colpi con uno zimbello, una pianella o altro. Altra origine devono avere i sicil. mataffu « mazzeranga », mataffiari « mazzerangare ». Pitrè, Studi Glott. VIII 55).