Quarantena. — Periodo di isolamento (già lungo quaranta giorni) imposto alle navi, persone e cose, provenienti da luoghi sospetti o affetti da malattie contagiose, per le dovute osservazioni sanitarie. Anche Contumacia, Quarantina (meno usato). Sicil. Quarantana. V.
Pratica;
Isolare.
Una nave in quarantena tiene costantemente alzata la bandiera o pennello di quarantena che sogliono esser gialli. (Fincati; Piquè).
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Quarantena fluviale: imposta a chi ha viaggiato per fiume.
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Quarantena lacuale: imposta a chi ha viaggiato su un lago.
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Quarantena marittima: quarantena riguardante le navi e i viaggiatori reduci da viaggio marittimo.
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Quarantena di osservazione: quella a cui è sottoposta una nave proveniente da luoghi infetti, ma che non ha malati a bordo. Si sconta in qualsiasi porto dove esistano uffici sanitarii e mezzi sicuri di isolamento.
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Quarantena di rigore: quella a cui è sottoposta una nave che ha a bordo casi di malattie infettive, e che si sconta in apposita stazione sanitaria o
lazzaretto (v.), dove viene esercitata una più rigorosa sorveglianza e, al caso, eseguita la disinfezione.
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Bandiera di quarantena: v. s.
Bandiera.
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PRENDERE LA QUARANTENA: v. s.
Prendere.
(Quarantena per « spazio di 40 giorni » nelle Allegorie e Metamorfosi [1305], ma in Firenze nel senso di « contumacia » più comune quarantina che quarantena, la quale forma usa invece sempre in senso religioso. Quarantena « contumacia » compare nel 1630 [Bandi tosc.: Rezasco]. L'istituzione della quarantena marittima risale al 1403, ed è dovuta al governo di Venezia: v. s.
Lazzaretto, e Encicl. It. XXVIII 600. Il numero di 40 giorni fu forse un'imitazione della quaresima. La forma quarantena sorse certo in Italia [cfr. venez. desena, ventena, trentena, quarantena, ecc.], e non derivò dal franc. quarantaine, ant. quaranteine. Da Venezia è facile che la voce sia passata in Toscana).