Radiofaro. — Speciale stazione r. t. trasmittente, sistemata a terra e destinata a emettere segnali caratteristici e convenzionali a intervalli di tempo stabiliti, per dar modo alle stazioni r. t. mobili (navi ed aeromobili) di riconoscerli e successivamente rilevarli al fine di determinare la propria posizione geografica.
I radiofari possono essere a emissione circolare o a emissione direttiva. Per quelli del primo tipo occorre una ricezione direttiva e cioè un radiogoniometro installato a bordo della nave o dell'aeromobile; per quelli del secondo tipo è sufficente un comune apparecchio r. t. ricevente.
Nei riguardi dell'impiego a cui sono destinati, i radiofari si distinguono in:
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Radiofari di rotta: per le segnalazioni a grande distanza, allo scopo di permettere ai naviganti la verifica e la rettifica della rotta;
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Radiofari di posizione: per le segnalazioni a piccola distanza, in vicinanza dei porti e degli aeroporti per servire di guida verso la zona di atterraggio;
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Radiofari di atterraggio: per la guida degli aeroplani nel piano verticale e orizzontale durante gli atterraggi notturni o con nebbia, e talvolta anche per le navi, per segnalare l'entrata dei porti, la rotta nei passi ristretti e nei passaggi obbligati, ecc.
L'impiego dei radiofari è specialmente diffuso nelle località, dove, per le particolari condizioni atmosferiche, le segnalazioni ottiche sono spesso invisibili.
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I radiofari si usano anche in collegamento con trasmettitori acustici subacquei, mediante la ricezione dei quali la nave fornita di apparecchi acustici subacquei riceventi può ricavare, oltre al rilevamento della stazione trasmittente, anche la distanza.