Ronda. — Nella Marina militare, perlustrazione ispettiva fatta a bordo, specialmente di notte e nei locali inferiori, da un ufficiale, o da un sott'ufficiale, accompagnati o non da altri militari, ad ore stabilite dal comandante in 2° per garantire la sicurezza della nave contro i pericoli d'incendio, di vie d'acqua ecc.
Speciale importanza hanno la Ronda di sicurezza che è fatta con servizio continuo da un sott'ufficiale e da un sottocapo, o comune, che portano come distintivo un bracciale giallo e sono muniti di lampada ad accumulatore, il cui compito è di visitare i locali interni, specie quelli adiacenti ai depositi di munizioni, per verificare che non vi siano materiali infiammabili, principi d'incendio, infiltrazioni o invasioni d'acqua, che non vi siano porte o chiusure stagne indebitamente aperte.
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Ronda ai depositi di munizioni: fatta da un sott'ufficiale cannoniere, accompagnato da un artificiere, due volte al giorno e due volte nella notte, per ispezionare i depositi delle munizioni, notare la temperatura e l'umidità dell'ambiente, accertarsi ad olfatto che non vi sia sviluppo di vapori nitrosi, verificare che i cartocceri siano chiusi ecc.
Le ronde in ore notturne vengono eseguite anche negli arsenali e negli stabilimenti della R. Marina per garantirsi contro gli incendi, i furti, le azioni dolose ecc. e negli specchi d'acqua prospicenti (Ronda in mare) per verificare che non vi siano galleggianti sospetti, con un'imbarcazione detta Barca di ronda.
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Ronda esterna: quella fatta di notte nello specchio d'acqua intorno alla nave o alle navi ancorate, in tempo di guerra, per verificarne l'oscuramento delle luci, la vigilanza delle vedette e delle sentinelle, e per assicurarsi che non vi siano galleggianti sospetti.
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Ronda in mare: v. più sopra.
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Ronda di sicurezza: v. più sopra.