Patto marino. — Verso il 1923 « assume speciale importanza nell'attività di Gabriele d'Annunzio, il patrocinio da lui accordato alla Gente di Mare. Riconosciuto, antecedentemente, come Capo spirituale della Federazione dei Lavoratori del Mare, Gabriele d'Annunzio, in seguito a travagliate vicende, relative al rifiuto, da parte degli armatori, di accettare il Patto Marino da lui stesso redatto (11 luglio 1923), e a successivi turbamenti sorti nell'organismo della Federazione medesima, si dichiarava, dal 12 gennaio 1924, “ il Capo effettivo ed unico dei lavoratori del mare ”. A breve distanza, e cioè il 13 febbraio, il Patto veniva firmato,
600
in Roma, dai rappresentanti della Federazione degli armatori, e del Comandante, alla presenza del Presidente del Consiglio e del Commissario per la Marina Mercantile. Perdurando, tuttavia, “le tristi lotte”, il Poeta, dopo poco tempo, rinunziava il suo alto officio confermando tale “ sua rinunzia per sempre ” con lettera del 7 luglio 1924 ». (A. Bruers, G. d'Annunzio; Medaglie, Formìggini, Roma, 1925, p. 60-61).