Scalmo1. — Nelle barche da pesca o nelle imbarcazioni aventi un'attrezzatura economica, specie di caviglia, in legno o
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in ferro, che, per mezzo di uno stroppo, serve di sostegno e da punto di appoggio al remo durante la voga. V.
Apostolo,
Forcamello,
Scalmotto.
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Scalmo a bocca di granchio: scalmiera fissa. (Corazzini). Non è nome in uso, ma definizione del tipo di scalmo.
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Scalmo doppio: senza stroppo, riceve e regge il remo per il ginocchio rigonfio, tra due caviglie. (Guglielmotti).
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Scalmo a forcella: scalmiera mobile. (Guglielmotti). Non in uso; si direbbe Scalmiera a forcella.
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Scalmo a natola (ant.): quello che lascia passare il remo per una cavatoia aperta tra le falche. (Guglielmotti). Non in uso; si direbbe Scalmiera fissa.
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Scalmo al posticcio (ant.): posato sul telaio posticcio delle galere, al di fuori del capo di banda per aumentare il braccio di leva del remo scaloccio. (Guglielmotti).
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Scalmo allo stroppo: quello costituito da una caviglia con stroppo. (Guglielmotti). Non in uso.
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Frenello d'uno scalmo: v. s.
Frenello.
(Dittamondo, sec. XIV, Stratico: scarmo; Ciriffo Calvaneo, Crescenzio, Pantera, ecc.: scalmo: dal lat. scalmus, greco σκαλμός « scalmo »: Meyer-Lübke, Rom. Etym. W. 7640; Merlo, It. Dial. I 255. Le varianti schelmo, schermo son forse dovute all'incontro con schermo « riparo »).