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Scaldatore (Term. disus.). — Fuochista. (Parrilli II 673).

Scalè (Term. ant.). — Jole. Scalè fu parola d'uso ristretto, a Venezia, di origine turca. (Casoni: Corazzini; Fincati 41, 42).

Scalén (Parm.). — Staminali.

Scalenzini (de larese) (Venez. sec. XVI). — Nominati dal Garzoni (871), ma non definiti

Scalera. — Sorta di barca. (Giuseppe Sacchi, Memorie di Spagna e Portogallo, Milano, 1835, p. 78, 127: Zaccaria, Raccolta 114). Rende il portogh. Escaler « palischermo, lancia ».

Scaletta (Term. ant.). — Venez. sec. XVII: Scaleta della puppa: scala a pioli laterale all'entrata della galera. (1668: Jal). Anche il Garzoni (sec. XVI, p. 872) nomina le Scalette della galea. — (Venez. sec. XIV o XV) Scalete: scale a pioli comunicanti tra il ponte e le camere. (Fabbrica di galere: Jal).

Scalinada (Venez.). — V. s. Gradata (basso lat.). V. Iunctini (basso lat.).

Scalinata. — Data dal Parrilli per « Scala di legno o di ferro », ma non usata in marina.

Scalini: — (dello stante)Scalini (ant.): scalini intagliati negli stanti per andare dalla coperta in giù. (Stratico III 211). — (del bordo)Scalini: tacchetti inchiodati sul bordo che servivano di scalini per salire e discendere. (Stratico III 211). Non in uso. Si dice Scala di fuori bordo, Scala di combattimento.

Scalmata (Term. sec. XVII). — Pavesata (II significato). (Crescenzio, 1602, p. 64, 67). V. Scalmeria.

Scalmatura (della galea) (Term. secolo XVIII). — Dato dal Saverien (1769) e dal Corazzini per: Punto in cui gira il remo nella galea; sembra che significhi: l'insieme dei punti in cui girano i remi nella galea, o il sistema adoperato per costituire i punti stessi nelle strutture delle galee.

Scalmeria (Term. ant.). — Variante di Scalmiera, che il Guglielmotti riporta dal Crescenzio (517), il quale ha invece Sialmaria (sbaglio per Scalmaria). Dal contesto si deduce il significato di « Scalmata ».

Scalmetto. — Piccolo scalmo. (Guglielmotti).

Scalmiera. — Nelle imbarcazioni a remi della R. Marina e in quelle da diporto, alloggio e punto di appoggio del ginocchio del remo durante la voga. Le scalmiere hanno rispetto al sistema a scalmi il vantaggio di rendere più facile e più rapido l'armare e il disarmare i remi. Sono di due tipi: — Scalmiera fissa: ciascuna delle aperture, a forma di incavo semicircolare praticate sulla falchetta della imbarcazione nei punti dove debbono essere appoggiati i remi quando si armano per la voga. — Scalmiera girevole: nelle imbarcazioni da corsa (eccetto la yola di mare), scalmiera a forcella molto facilmente girevole, sopportata da bracciuoli metallici sporgenti dallo scafo in maniera da diminuire il braccio di resistenza. La forcella è chiusa e in bronzo. (Croppi, Sport naut. 36). — Scalmiera mobile: forcella di bronzo o di ferro, il cui gambo viene infilato in fori praticati sull'orlo della falchetta nei punti dove debbono essere guarniti i remi, i quali sono generalmente collegati per mezzo di una cordicella di ritenuta al gambo suddetto. — Scalmiera a forcella: v. Scalmiera mobile. (Corazzini). — Copri-scalmiera: tacchetto di legno appeso per mezzo di una cordicella in corrispondenza di ciascuna scalmiera nell'interno dell'imbarcazione, per chiudere la scalmiera quando i remi sono disarmati. — Gola della scalmiera: incavatura nella quale alloggia il ginocchio del remo. V. s. Gorgia. — Porta-scalmiera: alloggio metallico costituito da un piccolo tubo con piastrina superiore, che si fissa alla falchetta, a protezione dei fori in cui passano i gambi delle scalmiere. (Scalmiera nello Stratico, ecc. Fulcimento, Folcimento del Guglielmotti devono essere termini archeologici: v. qui a p. 263).

Scalmo1. — Nelle barche da pesca o nelle imbarcazioni aventi un'attrezzatura economica, specie di caviglia, in legno o
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in ferro, che, per mezzo di uno stroppo, serve di sostegno e da punto di appoggio al remo durante la voga. V. Apostolo, Forcamello, Scalmotto. — Scalmo a bocca di granchio: scalmiera fissa. (Corazzini). Non è nome in uso, ma definizione del tipo di scalmo. — Scalmo doppio: senza stroppo, riceve e regge il remo per il ginocchio rigonfio, tra due caviglie. (Guglielmotti). — Scalmo a forcella: scalmiera mobile. (Guglielmotti). Non in uso; si direbbe Scalmiera a forcella. — Scalmo a natola (ant.): quello che lascia passare il remo per una cavatoia aperta tra le falche. (Guglielmotti). Non in uso; si direbbe Scalmiera fissa. — Scalmo al posticcio (ant.): posato sul telaio posticcio delle galere, al di fuori del capo di banda per aumentare il braccio di leva del remo scaloccio. (Guglielmotti). — Scalmo allo stroppo: quello costituito da una caviglia con stroppo. (Guglielmotti). Non in uso. — Frenello d'uno scalmo: v. s. Frenello. (Dittamondo, sec. XIV, Stratico: scarmo; Ciriffo Calvaneo, Crescenzio, Pantera, ecc.: scalmo: dal lat. scalmus, greco σκαλμός « scalmo »: Meyer-Lübke, Rom. Etym. W. 7640; Merlo, It. Dial. I 255. Le varianti schelmo, schermo son forse dovute all'incontro con schermo « riparo »).

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