Calafatare. — Rendere impermeabili all'acqua i tavolati dei fasciami e dei ponti, introducendo a forza, con scalpello e mazzuola, nelle commessure tra le tavole, la stoppa catramata, e ricoprendola poi con catrame. La stoppa da usarsi è quella che si ottiene disfacendo vecchi cavi catramati.
— Il termine è esteso oggi a designare i procedimenti meccanici ed elettrici per rendere stagne le commessure tra le lamiere delle navi metalliche. (Calafatare a ferro).
Calafatare nel Pulci (sec. XV), ecc.
Ant. anche Calefatare ecc. V.
Patarassare. Sardo Calavattare, Caravattare, genov.
Arriondâ [v.], parm. Calcàr; genov. anche Cäfattâ; nap. Calatafià[re], Calafatà[re], Calafateà[re], Calafatejare, Calafeare; parm. Calcàr; sec. XVII Calefattare.
Forse dal basso greco καλαφατεῖν « calafatare »: Lokotsch, Etym. W. eur. W. orient. U. 1021. Il franc. calfater è dall'italiano:
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Bloch, Dict. étym. I 114. V. qui le molte varianti, anche dei derivati, registrati al loro posto alfabetico. In parte vennero a confondersi con gli ant. caleffare « rosolare » [Duez: calefare «riscaldare»], calefatto «riscaldato», calefattivo « riscaldante », calefattore, ecc.).