Lazzaretto

Dizionario di Marina - Reale Accademia D'Italia - Roma

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Lazzaretto (con zz dolce). — Vasto spazio chiuso attorno con un muro, e nel quale si entra da un porto di mare, destinato ai malati e alle merci dei bastimenti in quarantena. (Parrilli; Piquè). Anche Lazzeretto. Genov. Lazzaeto. — Lazzaretto galleggiante: nave ospedale. (V. Crusca; Jal. Il governo di Venezia nel 1403 stabilì che i bastimenti venuti da luoghi infetti venissero confinati nei canali di Fisolo e di Spignón, mentre le persone sospette d'infezione venivano mandate all'ospedale dell'isola di S. Maria di Nazaret [Nazarethum]. Così il Mutinelli, ma in quell'anno fu decretata la fondazione d'un lazzaretto per appestati, e solo nel 1456 esso diventò luogo di contumacia. In origine il lazzaretto indicò l'ospedale per i lebbrosi, detti già làzzari, da una chiesa presso Gerusalemme, dedicata a san Lazzaro, protettore dei lebbrosi [secolo X "], e il primo in Italia fu quello di Ferrara [1177; a Venezia nel 1182], In origine il termine dovette essere lazzaréto, e così è infatti registrato dall'Oudin [lazzarétto «lebbroso»], e poi in esso ebbe luogo intrusione del suffisso -etto. V.: Galiani, Vocab. napol., s. Lazzaro; Fanfani, Uso toscano; Boerio; E. Musatti, Guida stor. di Venezia, III ed., 60, n.; E. Musatti, Ateneo Ven., v. 107, 1931, v. I 93-94. Altri supposero che lazzaretto sia venuto dall'ospedale di S. Maria di Nazaret, ma a parte la trasformazione di Nàzaret in lazzaretto, non risulta che il popolo abbia chiamato Nàzaret quel luogo, sebbene a Venezia si trovi nazaretto [v.] per « lazzaretto ». Il Sansovino ha lazaretto, riferito al 1468: Jal, s. Arsile. V. Spitzer, Wörter und Sachen VI 201-204; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5863; Migliorini, Dal nome proprio 120; Corazzini).