Traversìa. — Vento che spira dal largo con particolare intensità e frequenza in direzione all'incirca perpendicolare a quella di una costa.
I moli convergenti si costruiscono in maniera che quello principale o sopraflutto protegga il porto dalla traversìa. Anche Vento di traversìa. V.
Molo.
Pantera (1614): Traversia è il vento, e 'l mare, che travagliano i vascelli nel porto, o mentre navigano li spingono dove non possono salvarsi. Crescenzio (1602, p. 6): Trovandoci adunque a Livorno (per essempio) e pigliandoci il mal tempo per la traversia di quel luogo, che è Mezogiorno Libeccio ...
— Fortuna di vento che agita e sconvolge le acque del mare, ed anche fa sì che i fiumi alle foci loro tengano in collo. (Serdonati; Ariosto; Redi; Crescenzio; Pantera; Stratico; Tommaseo e Bellini).
Nell'Ulloa Vento traversia (Zaccaria, Elemento iber. 398).
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Traversia dell'acque. (Garzoni 879 [traverscia]).
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Traversia di un porto: vento dal largo diretto secondo la bocca del porto, che rende difficile la manovra di entrata nel porto stesso. Falconi (1612, p. 6): ... sapere le qualità e traversie de porti. . . Stratico: Traversia di un porto, o di una costa.
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Traversìa d'una rada: vento dal largo che spira secondo la direzione di entrata nella rada e che ne rende poco sicuro l'ancoraggio.
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Vento di traversia: vento furioso e più terribile di ogni altro. (Guglielmotti). Non usato.
(Da
traversare [v.]. Cfr.
traversone, e portogh. ant. travessa « vento contrario »: Gonçálvez Viana II 498).