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Traversaria (Term. sec. XIV). — Sorta di rete così descritta dal Crescenzi: Anche si pigliano (i pesci) ne' fiumi, e in tutte spaziose acque con rete, la quale alcuni chiamano traversaria, che è composta di tre reti, che le due son grosse e rade, e quella del mezzo sottile e fitta, ed ha nell'un lato piombo e nell'altro suveri; e se sia molto lunga, abbia alcune zucche secche, acciocché stia diritta nell'acqua. (Tommaseo e Bellini). La descrizione corrisponde al Tramaglio. (Cfr. portogh. travessa, apparecchio da pesca: Gonçálvez Viana II 499).

Traversario. — Di naviglio che traversa. Dato dal Guglielmotti, ma non usato.

Traversata. — Il passare, attraverso il mare, da un luogo a un altro, senza fermate, senza costeggiare. — Il tempo impiegato per tale passaggio. (Stratico). — Navigazione, viaggio marittimo. Questo bastimento fece una bella traversata; Una traversata di ventotto giorni dalla Martinicca a Brest; Traversata lunga, incomoda. (Stratico). — Breve viaggio marittimo. Da Calais a Londra è una traversata. (Tommaseo e Bellini). — Traversata a nuoto: di uno stretto. (Dal franc. traversée «viaggio per mare, nel quale si va direttamente da un punto a un altro», dal 1680: Dict. général.).

Traversata (Àncora ~). — Àncora con ceppo sospesa col traversino, dopo di essere stata salpata e caponata.

Traversatura (delle gazze del cavo piano). (Term. ant.). — Specie di annodamento. (Stratico III 215).

Traversìa. — Vento che spira dal largo con particolare intensità e frequenza in direzione all'incirca perpendicolare a quella di una costa. I moli convergenti si costruiscono in maniera che quello principale o sopraflutto protegga il porto dalla traversìa. Anche Vento di traversìa. V. Molo. Pantera (1614): Traversia è il vento, e 'l mare, che travagliano i vascelli nel porto, o mentre navigano li spingono dove non possono salvarsi. Crescenzio (1602, p. 6): Trovandoci adunque a Livorno (per essempio) e pigliandoci il mal tempo per la traversia di quel luogo, che è Mezogiorno Libeccio ... — Fortuna di vento che agita e sconvolge le acque del mare, ed anche fa sì che i fiumi alle foci loro tengano in collo. (Serdonati; Ariosto; Redi; Crescenzio; Pantera; Stratico; Tommaseo e Bellini). Nell'Ulloa Vento traversia (Zaccaria, Elemento iber. 398). — Traversia dell'acque. (Garzoni 879 [traverscia]). — Traversia di un porto: vento dal largo diretto secondo la bocca del porto, che rende difficile la manovra di entrata nel porto stesso. Falconi (1612, p. 6): ... sapere le qualità e traversie de porti. . . Stratico: Traversia di un porto, o di una costa. — Traversìa d'una rada: vento dal largo che spira secondo la direzione di entrata nella rada e che ne rende poco sicuro l'ancoraggio. — Vento di traversia: vento furioso e più terribile di ogni altro. (Guglielmotti). Non usato. (Da traversare [v.]. Cfr. traversone, e portogh. ant. travessa « vento contrario »: Gonçálvez Viana II 498).

Traversia. — Grave danno, pericolo, e disgrazia, specialmente nel mare. (Guglielmotti). Non usato: si dice Sinistro.

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